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Vive sui muri della sua città, negli sguardi degli amici, della famiglia, delle persone che lo hanno conosciuto e di chi ha solo visto qualche suo pezzo in giro o avuto occasione di vedere le sue opere esposte tra Napoli, Lione, Roma, Salerno; la sua arte in tutta Italia, Spagna, Grecia, Francia.

Domenica 13 ottobre è stato organizzato un evento al quale hanno aderito molti degli amici e writer legati alla storia dell’artista mariglianese. 

Una grande festa dedicata alle molteplici sfaccettature dell’arte di Walter Molli a.k.a. Deam plus

Il primo volume di una jam-tributo che ne fa prevedere molti altri, soprattutto grazie alla grinta dei suoi genitori che tanto si stanno prodigando per ricordare il proprio figlio scomparso soltanto due mesi fa. Tutto per continuare a divulgare la sua arte e questo grazie anche a Fabio, fratello di sangue, ad Anna sua inseparabile compagna, e ai tanti fratelli delle crew con i quali ha condiviso parte del suo percorso artistico, tutti presenti durante la “City Hunters – Graffiti Jam vol. 1” nella piazza del Mercato di Marigliano (NA).

Un muro che ha ospitato gli spray di decine di writer arrivati in città da tutta Italia per un tributo corale, dipingendo le quattro lettere dalle quali è composta la tag di Walter, quelle D – E – A – M declinate nei diversi stili di ognuno dei partecipanti alla jam.

C’erano ovviamente i CTA (Crash Them All) crew del Casertano fondamentale per la sua crescita artistica e stilistica, che insieme ad altri writer amici hanno sfoggiato il loro stile in onore del compagno, incastrando con maestria evoluzioni di lettere (ZenTwo, Tres, Smec, La Franz) e puppet (Nedo, Antimak) in una composizione perfettamente simmetrica. C’erano i DIAS che hanno lasciato una grande murata con uno degli “Intruders” al centro dipinto da Shot: un richiamo ai gatti/predatori simbolo della pittura di Walter. Erano presenti parte della Drak Crew (Trip e Luispak), Riskio che ha dipinto un suo bellissimo ritratto, Rush maestro di Walter quando iniziava a dipingere i primi graffiti. Poim da Roma insieme a Orgh e Ike, Grado, Zoe, Wore, Gosh, Opium e tanti altri…

Walter lascia un’eredità pesante, una ricerca artistica personale, graffiante, poliedrica.

Uno sviluppo della forma che lo ha portato dalle lettere e dalla pittura delle lamiere dei treni, a tavole e tele con un immaginario sempre coerente. Metropolitane, vagoni scomposti come le lettere che parallelamente non ha mai smesso di dipingere. Ritratti di volti che squarciano le tele e forme geometriche di cemento e metallo che esplodono a colpi di spatola. 

Un’energia che continua a sprigionarsi dalle sue opere, insieme agli sguardi di quei “predatori” urbani, traduzione di un mondo che Walter Molli ha vissuto in prima persona insieme a molti compagni di viaggio. Le sue opere sono un’antologia che mostra l’intimità dei luoghi, degli spazi, delle prede metalliche o di cemento conquistate in lunghe notti, imparando a conoscere le città da prospettive che solo in pochi hanno il privilegio di poter vedere e comprendere.

Ho raccolto alcuni aneddoti, ricordi e pensieri degli amici di una vita, che hanno voluto raccontare alcuni attimi vissuti insieme, ma anche di chi lo ha incontrato solo per poche murate.

Credo sia il modo migliore per descrivere l’atmosfera dell’evento che gli è stato dedicato, mostrando quanto ha inciso la sua presenza e la sua arte nelle vite delle persone che lo hanno conosciuto e incontrato o anche soltanto seguito nella sua ricerca artistica.

Noi siamo di Nola e quindi a Walter lo conoscevamo da quando avevamo 15 anni. Ora ne ho 36, quindi fatti un po’ i conti… I primi graffiti li abbiamo fatti assieme. Marigliano e Nola sono molto vicini, siamo in pochi e tra writer ci si conosce tutti qui. Sapevamo chi dipingeva e ci si incontrava spesso per farlo insieme. Con Walter dipingevamo agli inizi, tra il ’98 e il ’99 i primi pezzi assieme in zona. Walter poi ha iniziato a sperimentare con il 3D, mentre io continuavo a fare altro, soprattutto treni e pezzi illegali, dove conta molto la velocità e quello che faceva Walter era molto complesso da poter riportare sui pannelli. Quindi nel writing, a un certo punto, abbiamo preso due strade diverse, ma siamo sempre stati insieme perché oltre ai graffiti ci univano molto i gusti musicali che avevamo in comune. Andavamo insieme ai concerti, avevamo molti amici in comune, ci vedevamo sempre, quindi praticamente siamo cresciuti assieme. Non era solo per il writing, quello ci ha uniti all’inizio, ma poi è diventata un’amicizia in generale. Lo conoscevo da prima che iniziasse a scrivere Deam, lui scriveva Hostile, ha iniziato così!

Secondo me nei pressi di casa sua a Marigliano qualche tag “Hostile” ci sta ancora…

Lui veniva a Nola per farsi i pezzi perché c’era un parcheggio coi muri grossi… veniva con Riskio, Rush e gli altri di Marigliano… tutti noi avevamo come punti di riferimento quelli più grandi, ma tra coetanei ci riuscivamo a confrontare ad armi pari, c’era rispetto per quelli che lo facevano da più tempo, cosa che ora si è persa, insieme al contatto tra generazioni diverse… vuoi aggiungere qualcosa Laura? 

(Wore – BHC banda hardcore)

Si, perché per me quello che abbiamo cercato di fare da sempre è stato di sconfiggere l’alone negativo che aleggia nelle nostre città, considerate come periferie da dimenticare nel degrado. Noi dipingevamo con lo scopo di portare cultura nelle strade, la nostra cultura.

Ricordo che con Walter abbiamo partecipato a molte Jam insieme, per esempio anche a Ostia alla Graffiti Jam, quando c’era lo skate park “The Spot”. In queste cose non c’era nemmeno bisogno di organizzarsi, ci si ritrovava tutti lì, sicuri di incontrarsi e dipingere insieme!

Ma abbiamo vissuto insieme anche momenti diversi dalle pittate… ricordo in particolare un concerto dei Linea 77 di molti anni fa, piacevano a entrambi!

(Zoe – BHC banda hardcore)

Noi già facevamo graffiti da qualche anno, dal ’97 già scrivevo, e lui ci ha iniziato a seguire per dipingere, era un po’ più piccolo di noi. Walter già stava in crew con Rush quando l’ho conosciuto, lui si può considerare il suo mentore, dipingevano insieme prima di unirsi alla CTA che già era una crew più ampia e importante. Avevano formato la PDO, credo la prima crew di Walter, stava per Pomodori Dell’Orto… (chiede a Rush che conferma).

Walter non si è fermato ai graffiti, alle lettere. E’ riuscito ad andare oltre, a fare uno studio pittorico, a evolversi, entrando in ambienti diversi, ma portandosi dietro sempre la sua attitudine. Il graffito sicuramente è stato il suo primo approccio con la pittura, ma è riuscito a ritagliarsi il suo stile, a proseguire con la sua ricerca approcciandosi ad una figurazione pittorica molto personale, diversa da quella classica proprio perché riusciva a combinare le due visioni della pittura che stava sperimentando. Ha studiato molto, è stato a contatto con diverse realtà… è stato in Spagna, in Francia, ha collaborato con alcune gallerie francesi, quindi ha avuto sempre nuovi impulsi e influenze, affacciandosi nella scena europea e riscuotendo molto successo per le sue opere su tela. Ha avuto insomma occasione di crescere e affinare la sua ricerca avvicinandosi ad un’arte più contemporanea che lo ha influenzato negli anni seguenti… non si fermava solo alla pittura, era un ragazzo che aveva colto il senso vero di fare arte, cioè sperimentare, sempre!

(Riskio)

No guarda, ci so un sacco de cose che manco se possono raccontà…! (ride)

Ho un sacco di foto sue, bellissime, di quando siamo andati in Grecia, dei ricordi stupendi… 

Ci beccavamo spesso quando saliva su a Roma, poi lui dopo girava con Zeus, ci siamo beccati a Campobasso al Draw the Line ogni tanto… 

Al primo Hifight nel 2004 (Roma – Cinecittà), Zore che aveva fondato questa crew insieme a un amico mio, i Total Caos, facevano le foto a caso. Un po’ di tempo dopo, mentre stavamo rivedendo le foto con questi amici, ci hanno beccato a me e a Walter nella stessa foto, mentre nel momento dello scatto nemmeno ci conoscevamo già… un bel primo piano in due scatti, assieme… poi l’anno dopo ci siamo messi in crew assieme! Noi non ci eravamo mai conosciuti prima del 2004! C’ho sta foto di Walter che sbuca così, all’improvviso, mentre stavo vedendo un pezzo di Peeta, mi giro e ci sto io… lui uguale, si trovava per caso lì. Da quella foto fortuita poi ci siamo conosciuti e abbiamo dipinto per anni assieme! Ricordo ad Atene… il panico! Non ti dico…

(Poim – Total Caos)

Walter l’ho conosciuto grazie ai ragazzi della Total Caos di Roma con cui dipingeva.

Ricordo infiniti cazzeggi mentre dipingevamo assieme. Veniva spesso a Roma, ma lo incontravo molte volte in modo casuale quando scendevo a Napoli a dipingere treni o in altre jam organizzate.

A me piaceva molto quello che faceva, infatti gli ho chiesto di farmi una tela, praticamente gli ho chiesto di pensare a me, a quello che faccio, di inserirci i suoi treni dipinti nel suo stile, qualche elemento di lettere ed è uscita una tela che sarà per sempre lì a ricordarmelo. Un treno che diventa un suo graffito, una cosa avanti anni luce!

(Ike)

Abbiamo spesso dipinto insieme, come capita a chi sta nell’ambiente… ci si vede, soprattutto se sei di zona. L’ultima volta che ricordo che abbiamo dipinto insieme è stato durante l’Ostile Live del 2015 a Poggio Reale. La cosa assurda è che proprio ora che è successo, ho ritrovato per caso una foto di una pittata assieme…

(Eroin – DIAS)

Noi non lo conoscevamo, se non di vista o per quello che dipingeva. Riconoscevamo i suoi pezzi come Deam e il suo lavoro in studio era fenomenale. Siamo qui a dipingere per fargli un tributo… ci fa piacere, ci è stato dato questo spazio e siamo contenti di poter scrivere la sua tag in sua memoria, anche se le lettere sono diverse da quelle delle nostre firme, ci piace sperimentare!

(Ansia e Danone)

Una delle tante volte che dipingevamo assieme, feci un gatto su un pilastro in un capannone abbandonato e lo notò… mi disse che era una bellissima idea e chissà se ancora se lo ricordava o se inconsciamente lo avesse ispirato per le opere che ha fatto anni e anni dopo… a me piace pensare di sì, perché per me sarebbe una soddisfazione e un onore.

Eravamo molto legati, abbiamo iniziato a dipingere negli stessi anni ed essendo di zona ci incontravamo spesso. 

La prima volta che l’ho conosciuto avevo 16 anni, ci incontrammo al Body Rock di San Giovanni nel 2006. Lo conobbi mentre proprio in quel momento mi chiamava mia madre e nell’imbarazzo generale lo pregai di riaccompagnarmi a casa. Da quell’episodio nacque un lunga amicizia.

Lui sperimentava molto, a un certo punto ci vedevamo per altro, non per i graffiti perché avevamo preso strade diverse nello stile e nella tipologia di cose che facevamo. Ma l’ho sempre stimato tantissimo!

(Grado)

Di certo questo articolo non esprime completamente l’amore, l’entusiasmo e la schiettezza di Walter, che ho avuto modo di conoscere nel 2015. Da allora mi ha sempre spronato in quello che organizzavo, mi ha sempre scritto complimentandosi o dandomi suggerimenti, anche per progetti nei quali non era coinvolto direttamente. Ha sempre supportato con piacere i progetti e le mostre a cui l’ho invitato. 

So di certo che in molti altri potrebbero raccontare episodi di vita di Walter, ma questo è il mio modo per omaggiarlo nei limiti delle mie possibilità. Questo è quello che sono riuscito a raccogliere in una sola giornata con lo scopo di divulgare l’atmosfera che si respirava durante la jam a Marigliano: empatia ed emozioni palpabili. Un grande abbraccio va ai suoi familiari e ai suoi amici, anche quelli che non ho avuto modo di conoscere… un esempio positivo per questa cultura!

Dedicato a Walter Molli aka Deam+

REST IN PAINT

Mirko Pierri

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