JOKER Joaquin Phoenix
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Il 31 ottobre è un giorno che fino a poche decine di anni fa non avrebbe avuto grande risonanza nei cuori di un’Italia ancora lontana dalla globalizzazione.

Eppure nel 2019 la notte del 31 ottobre è diventata anche qui La notte terribile e spaventosa che celebrano in America.

Tutto questo non senza ragione, naturalmente. Fra l’Italia dei nostri nonni e l’Italia dei millennial ci sono passate la Guerra Fredda, il Vietnam e Nightmare Before Christmas… Un coacervo di tv spazzatura, film, libri, programmi televisivi, fumetti e artisti di ogni genere che ci hanno convinti a lasciare entrare un po’ di America in casa nostra.

In qualche modo Halloween si qualifica come il fratello emo-dark del nostro Carnevale, con la differenza che non è poi così sfigato ed emarginato. Anzi, oggi questa festività mutua dal Carnevale l’idea di poter essere ciò che si vuole per una notte, giusto il tempo materiale di urlare al mondo “Ci sono anch’io” e ricordarsi di dimenticare tutto, giusto un po’, giusto il tempo di una notte, prima di ritornare alle stanche vite quotidiane che ci affliggono.

Quest’anno, poi, Halloween arriva all’indomani di fenomeni mediatici importanti, come il Joker di Todd Philips. Così, immaginando il numero spropositato di Joker toddiani che si riverserà per le strade e nei pub di tutto il mondo, abbiamo pensato a questo articolo per due motivi: dare la nostra, indistinguibile fra le tante, interpretazione della realtà rappresentata nel film e riproporvi l’interpretazione che alcuni artisti hanno dato al personaggio del mondo cinematografico più discusso delle ultime settimane.

Dopo aver visto il film, ho avuto la conferma che questo Joker a differenza di tutti gli altri, pregevoli e non, abbia centrato con più efficacia le frustrazioni e i limiti di un’epoca che non ha altro fine che quello dell’emarginazione e dell’annientamento totale degli individui in una massa indistinguibile. Sono proprio l’emarginazione sociale ed economica a fare da sfondo alla vita di Jack, che lentamente compie la sua scalata, folle, verso ciò che di per sé folle non lo è affatto.

La nemesi del Cavaliere Oscuro non può che essere un Bruce Wayne che non cel’ha fatta, un buono nato sotto una cattiva stella, abbandonato e tradito dal mondo che giorno dopo giorno gli è stato costruito attorno e che all’improvviso si toglie di dosso il velo dell’apparenza, per rivelare ciò che è realmente: una vasca strabordante di merda.

Il suo destino è scritto dal primo giorno che ha calpestato il globo terracqueo, la sua storia è una storia in divenire che gli sussurra perennemente all’orecchio di lasciarsi andare e diventare ciò che semplicemente è destinato ad essere.

No, noi non siamo Jack. Né tantomeno siamo Joker. Perché lui non è affatto come tutti quelli che stanotte se ne andranno per strada imitando in malo modo il ballo forsennato e sconclusionato creato da Phoenix. Joker è l’opposto. Joker è il prodotto di ciò che siamo noi: una massa sconclusionata, appiattita e immobile di pretenziosi giudici, sempre pronti a dire la nostra (magari sotto falso nome) su blog e magazine di nicchia. Joker è figlio degli opinionisti di Uomini e Donne, pronti a sbraitare soluzioni veloci, ma inadatti al moto, e ancor meno al volo verso la follia ascetica.

Non rimaneva che un modo, e uno soltanto, al Pagliaccio per ricordarci la differenza sostanziale che intercorre fra noi e lui, facendoci esplodere in faccia il cervello dell’uomo che incarna il cancro che affligge la nostra era: lo Showbiz.

Per questo vogliamo ripetervi: “No, stasera non saremo affatto Joker”.

Lo scherzetto velo abbiamo fatto, dando la possibilità a Jeronimo di divagare sul nulla come solo lui sa fare. Il nostro dolcetto, è la gallery dedicata alle interpretazioni del Joker toddiano create da Oleg Gert, Yagiz Yilmaz, Berkay Daglar, Butcher Billy, Ahmad Nady, Pedro Correa, Mohamed Ali, Inge Borga, Diego Riselli, Yann Dalon, Moon Chanpil.

Buona visione e buon Halloween.

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  • Jeronimo

    Jeronimo, data e luoghi di nascita sconosciuti, napoletano d'adozione. Le sue principali fonti di ispirazione sono l'irriverente sincerità delle canzoni di Nino D'Angelo, gli imbattibili beat di J-Dilla e la smodata passione di cui sono pregni i romanzi rosa degli scrittori esordienti. Approda in Ostile a seguito del suo naufragio nell'oceano della scrittura. Ama definirsi "Un Ostile senza stile", la sua poetica è caratterizzata dal sapore forte dell'ignoranza e dagli opachi colori retrò, con finali note fruttate di "vino acìto".

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