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L’artista di cui parliamo oggi, per I veri intenditori del panorama hiphop italiano, non ha bisogno di introduzione. E solo uno dei producer più conosciuti e rispettati d’Italia, è solo il producer più attivo nel ambiente oldschool da gli ultimi 20 anni. Gli amici e I familiari lo conoscono come Sebastiano Ruocco, per noi amanti del hiphop e conosciuto come Ice One.

ice one

Ciao Sebastiano! Ti ringraziamo per la disponibilità a quest’intervista. Allora, per chi non ti dovesse conoscere, partiamo dall’inizio: parlaci un po’  di te e come ti sei avvicinato alla musica.

Ho iniziato ad interessarmi ed a partecipare attivamente alla cultura Hip-Hop nel 1982. Rispetto alla musica Hip-Hop sono stato un autodidatta, non essendoci all’ epoca gente che potesse darmi chiarimenti o informazioni, per cui i miei maestri, o meglio le mie ispirazioni, vengono da artisti di oltreoceano, dai quali ho carpito, con la mia intuizione, tecniche e stile.

Quando parliamo di musica Hiphop, chi sono gli artisti dai cui trai ispirazione? 

Il primo in assoluto, per quanto riguarda la produzione, fu Marley Marl, che considero ancora tutt’oggi un genio assoluto, il quale diede l’imprinting sonoro più importante anche a producers del calibro di Pete Rock e DJ Premier. Per quanto riguarda il rap, i miei esempi sono stai i RUN DMC, gli EPMD, gli A Tribe Called Quest, I Lords Of Underground etc.. 

Quali sono gli artisti hiphop che oggi come oggi stimi di più nella scena mondiale?

Parlando di artisti della scena di oggi, sicuramente Pusha T, Kendrick Lamar, Joey BadAss, Benny The Butcher, Conway etc.

Invece nella scena italiana?

Per quanto riguarda la scena Hip Hop i Colle der Fomento, Esa, Lanz Khan, Ensi che considero un fuoriclasse, Mastino, Oyoshe, Speaker Cenzou… Tra i nuovissimi, Cal, con cui collaboro, Er Drago, Dragwan.

In Italia abbiamo visto la costante crescita della musica trap. Cosa ne pensi di questo genere? 

La trap come genere spacca, purtroppo gli artisti italiani molto meno. C’è un filone degenerato di finti gangsters tossici, che secondo me tra un pò di tempo spariranno ingoiati dal loro stesso egotrip. A me piace molto Massimo Pericolo, e le produzioni di Sick Luke (Intendo la sua musica).

Oggi come oggi, mi sento di dire che ormai la musica in sé, per certi versi, conta poco ma conta molto di più vendere. Cosa ne pensi di questo? Senti che sei riuscito a rimanere nel tuo percorso musicale o sei stato costretto ad adeguarti ai tempi? 

Penso che questo fatto sia molto momentaneo, cioè che la musica conta poco. Il desiderio di apparire ha portato tanti scarafaggi alla ribalta, i quali sia con l’autobuy, che pagando promozioni nei vari canali informativi, hanno raggiunto grossi picchi di diffusione. Ad oggi nel mondo del marketing, si dice che tutto questo “sell out” ha stancato, e che c’è bisogno un altra volta di cose real… vedremo!

Come descriveresti il panorama musicale italiano? Più specificamente nel ambito del hiphop?

In questo momento la scena Hip Hop si sta riagreggando, e sta emergendo un altra volta. Lo si vede in America, in Europa, nel resto del mondo ed anche in Italia. La trap ormai è un fenomeno che si è stabilizzato, ed il vero Hip-Hop sta riprendendo piede come era logico che fosse.

Nella scena attuale tante persone sono divise: chi pensa che la musica deve trasmettere qualcosa o che la musica deve spaccare e basta. Che opinioni hai su questo fatto? Quanto è importante mettere qualcosa di ‘te’ nelle tue canzoni? Le tue esperienze, il tuo vissuto etc.

La musica ed i testi sono lo specchio della società comunque. Non esiste un pezzo dove l’artista o chi produce non metta se stesso. Solo che in alcuni casi alcuni personaggi quanto ci mettono loro stessi dentro, ci mettono la loro pochezza e la loro mitomania. Io sono sia per la musica impegnata, che per la musica destinata solo al ballo, o al solo ascolto. Nella mia carriera, ho scelto delle volte anche dei moduli più leggeri di espressione, proprio come nella mia coscienza ed anima passano migliaia di sfumature ogni giorno.

Nella tua carriera hai rilasciato molti progetti. A quale progetto sei più legato? O quale progetto, secondo te, ha più valore?

Effettivamente sono il producer Hip Hop che ha prodotto di più in Italia, anche per questioni anagrafiche. I progetti a cui sono più legato sono tutti. Ho amato ogni singola nota composta ed ogni musica prodotta. Ci sono però alcune produzioni che più di altre, mi hanno fatto maturare. L’EP dei “power MC’s” co-prodotto con Julie P e con la partecipazione di un giovanissimo Duke Montana. Gli album dei Colle. I pezzi fatti con Frankie Hi NRG, Banditi l’album che ho prodotto per Assalti Frontali, La Comitiva, prodotto insieme a Riccardo Sinigallia, David Nerattini, DJ Stile, Francesco Zampaglione, in cui parteciparono anche Frankie, Elisa, Franco Califano ed Erika Savastani dei Deserto Rosso

Quali saranno le prossime mosse di IceOne? Hai altri progetti futuri in mente? 

Sono al lavoro insieme a Cal al nuovo album (il secondo dopo “iniezione musicale”) di CaL-IcE aka Cal+Ice One. Sarà una Bomba. Sono in uscita tre volumi di mie strumentali inedite prodotte tra il 1990 ed il 95. Ho in ballo una sorpresina insieme ai DSA Commando. Sto collaborando con Amir ad un progetto. Colonne sonore varie. Un sacco di roba che nel 2020 vedrà la luce.

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  • Sebastiano

    Sebastiano Alessandroni, artista hiphop americano (grazie alla sua doppia nazionalita), scrittore critico della scena musicale mondiale e un grande amante della cultura underground in tutte le sue sfaccettature. Nel 2019, si iscrive alla London School of Journalism per studiare giornalismo musicale dopo aver studiato per tre anni preso la Loughborough University nel Regno Unito. Un ragazzo alla ricerca di un propio spazio ed un propria nicchia nel mondo della musica. Qualche volta scriverà delle cose che faranno scalpore ma certe volte riuscirete (con difficolta) a digerire quello che scrive.

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