walter molli
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Vogliamo salutare Walter Deam Molli trascrivendo la sua intervista dal primo numero di ostile del 2012. Questo è quello che ci raccontò quando iniziammo questo progetto, che anche grazie alla sua collaborazione è arrivato fin qui. REST IN PAINT

Ciao! SonoWalter Molli Deam, le mie crew sono CTA e GoNuts, vivo nella profonda provincia di Napoli, annidato in un rifugio antiatomico costruito sotto una montagna di monnezza.

COME HAI INIZIATO ?

Essendo stato un bambino negli anni 90 sono stato, come tutti, abbagliato dai graffiti: la pubblicità della Seven ed i relativi zainetti, diari, quaderni, le magliette e mille altri gadget erano decorati con graffiti, scritte e puppets, tag e muri disegnati alla meglio.

Fortunatamente tutto ciò aveva un riscontro reale: per me era normale vedere throw-up o pezzi sui muri della mia città, e spesso persone che realizzavano grosse hall of fame con puppets, sfondi e wild style di un certo livello.

Uno di questi è Rasta, mio attuale compagno di crew. Arrivato poi al liceo il contatto con i graffiti diventò diretto: conobbi un gruppo di ragazzi che scrivevano già da un pò e che mi diedero qualche consiglio, poi entrai a far parte di una crew che in poco tempo tappezzò la città di graffiti: la STC, di cui faceva parte un mio caro amico nonché mia grande ispirazione, Spider (R.i.p.) che mi iniziò prima al wild style e poi al 3D; anni dopo conobbi i CTA e con loro cominciai a girare un bel pò, dipingendo in maniera sistematica.

COSA REPUTI IMPORTANTE, SECONDO TE, IN UN GRAFFITO?

Ciò che in primis guardo in un graffito è la struttura: le lettere e l’armonia tra esse, il flow che le unisce e che insieme le fà funzionare; non sono uno fissato della tecnica e non amo chi fa della tecnica maniacale un suo punto di forza, a mio avviso lo si fa per mascherare altre mancanze…ciononostante una linea pensata per essere dritte deve essere tale, così come un cerchio non può diventare un ovale: una cosa sono i pezzi ignoranti, un’altra sono quelli “arronzati”.

La colorazione e gli effetti sono all’ultimo posto per me; prima di rimanere impressionato per un accostamento di colori o per une effetto speciale mi lascio colpire da altro.

PENSI CHE INTERNET ABBIA INFLUITO POSITIVAMENTE PER I GRAFFITI OPPURE NEGATIVAMENTE?

Internet è una enorme biblioteca senza bibliotecari: nessuno fa una cernita delle informazioni, quindi tutto possono dire tutto e sta a te avere senso critico e decidere della veridicità di un’affermazione.

L’enorme vantaggio di internet, per persone come me che lo hanno scoperto in piena adolescenza, è quello di conoscere le potenzialità: prima i pezzi li cercavo sule fanze che puntualmente non compravo, vedendone poche decine in un intero anno e ricordandoli a malapena; qualche anno dopo ne ho visti migliaia in pochi giorni, capendo quanto velocemente tutto ciò influenzava la mia evoluzione, sia in positivo che in negativo.

I pro ed i contro sono facili da dedurre: prima si “studiava” molto di più, peraltro su modelli selezioni e scremati da un panorama piuttosto ampio, si cercava contatto diretto con altre persone per evolvere e per conoscere altri stili ed altri modi di vedere; ora invece il confronto è su scala internazionale, l’evoluzione è dieci volte più veloce ma non c’è più scambio di idee genuino, sostituito da una “corrispondenza” telematica che ci offre spesso modelli preconfezionati e provoca il proliferare incontrollato di odiose mode del momento.

Infondo è giusto che sia così: ciò che sembra più facile è in realtà, cosa ben più difficile.

QUANTO CONTA IL FATTORE ILLEGALITA’ SECONDO TE?

Dipingere illegalmente forgia il tuo carattere come non possono mai farlo un milione di graffiti in hall of fame. L’attitudine del writer dipende da questo: il modo in cui guardi la città cambia in funzione alla visiblità di un spot, di quanto ti colpisce, di quante volte viene fotografato dai tuoi occhi.

Contemporaneamente ne verifichi la fattibilità, ti dai un tempo, vedi le vie di fuga; subito dopo ne consegue uno stile, una soluzione, un graffito tradizionale ha le variabili studiate.

Riconosci subito un writer con un background illegale: sicurezza del tratto, abilità in freestyle, capacità di arrangiarsi con qualsiasi mezzo disponibile. Al contrario di quanto sembra non snobbo affatto le hall of fame o i pezzi ben curati: questi ultimi sono fondamentali anch’essi per l’evoluzione dello stile, lo studio di quanto appreso durante tante nottate.

MURO O TRENO? QUALE PREFERISCI E PERCHE’?

Posso definirmi un onnivoro al momento faccio tutto con il giusto equilibrio: hall of fame, bombing, treni, tag, siano essi lungolinea, autostrade, muri di parcheggio o pannelli di metro; stillare una classifica non ha senso per me, in quanto tutto concorre a farmi sentire vivo e soddisfare, in una certa misura, il mio bisogno di esprimermi.

Forse ciò a cui sono rimasto più legato e ciò che più mi colpisce e mi anima è il bombing cittadino: muri, serrande, rooftop, impalcature e tutto quanto la “flora” della giungla urbana dà.

Più della visibilità mi colpisce lo scorcio, un pò come un soggetto attira un fotografo: lo scenario, l’atmosfera, la superficie. Quanto ai treni, a chi non piacerebbe spararsi 10 pannelli a settimana??

Ripassare il giorno dopo a fare foto in stazione, sapendo che tu quel posto l’hai visto come pochi altri, ci sei entrato e l’hai studiato, ti ci sei nascosto ed ora ti mimetizzi tra i normali passeggeri e lo usi da buon pendolare.

Fare pannelli è un’ottima abitudine e ne farò finché posso, ti aiutano ad ottimizzare i tempi di esecuzione e semplificare lo stile; indubbiamente mi hanno giovato; ne faccio troppo pochi per ritenermi un trainbomber, troppi per essere un writer da hall of fame.

CHE CONSIGLI PUOI DARE ALLE NUOVE GENERAZIONI?

In primis mi sento di dirgli che da che mondo e mondo le cose si capiscono vedendole con i propri occhi e parlando con chi le fà: internet è un grosso aiuto ed una incredibile vetrina ma non potrà mai dirvi tutta la verità; i “king”, come molti li chiamano, non sono quelli sponsorizzati dalle marche di spray o che escono sulle fanze (o almeno non solo quelli), bensì chi porta avanti un proprio progetto da anni e magari lo fa nel silenzio, più concentrato a farsi il culo che a farsi pubblicità, ed è loro che dovrete cercare di capire cosa sta facendo veramente.

Rimanete coi piedi per terra e non pensate alla visibilità, il duro lavoro ripaga sempre.

HOBBY OLTRE AI GRAFFITI?

Più che hobby sono passioni: pittura, disegno, rendering, computer grafica, architettura, sport. Amo la buona musica ed i buoni film, viaggiare quando posso, fotografare se qualcuno mi presta la fotocamera (ogni riferimento è puramente casuale).

SALUTI

Prima di tutto grazie a voi di ostile per questa intervista, sono davvero onorato.

Ringrazio le mie due crew, CTA e GoNuts per farmi sentire parte di un qualcosa di grande e pre essere la mia prima fonte di ispirazione, le rappresenterò sempre con orgoglio; saluto Miedo e i GFX, Rebel e tutti i BN, Aroma & PSA, Zeal & DIASUHT, i Caprass, WildBoys, Depon Pomis&Bilos, Noe & Bavar, Riskio, Spider (R.i.p.), Sobek & Kcis, Ruso Pipo Josele y la pena de Jaen, INK crew gRANAA, Aeroes, Zore & Misa, Arsem, Ogre, Treze, Mixo, Ponk, Hardcore Crew, Wert, Seesma, Monk e B36 e tutti quelli che ho penosamente dimenticato, colpa dell’abuso di solventi.

Inoltre ringrazio la mia famiglia ed i miei amici per sopportarmi sempre.

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