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luogo comune
Tempo di lettura 7 minuti

Sapevo che dietro quei soggetti ci fosse qualcosa di più. Da quando conosco il lavoro di Luogo Comune mi diverto sempre a scrivere la storia di quello che sto guardando, nella mia testa. Scelgo i protagonisti, cerco i significati più nascosti – o almeno, ci provo -. I suoi pezzi difficilmente lasciano indifferenti, il più delle volte ci si ritorna su. “Fammi dare un’altra occhiata, ancora una”.

Perciò, appena si è presentata l’occasione, ho voluto subito farci due chiacchere. E lui, ci ha lasciato un regalo bellissimo.

“Pulvis Gesuiticis”, Luogo Comune x Manufactory Project – Comacchio
/ photo credits Luogo Comune

Partiamo da uno dei tuoi ultimi lavori “Pulivs Gesuiticus”, fatto per la seconda edizione del Manufactory Project a Comacchio. Scelta del soggetto azzeccatissima ma parecchio curiosa. Ti va di dirmi di più?

Uno degli ultimi lavori realizzati e uno di quelli di cui sono più soddisfatto (almeno per il momento) se devo dirti la verità. Il tema proposto dagli organizzatori per questa seconda edizione del festival era quello del “ponte”. La mia idea di partenza era quella di realizzare un disegno che in qualche modo trovasse una connessione al posto in cui sarebbe stato realizzato. Penso sia un aspetto molto importante riuscire a far dialogare le opere e il loro forte impatto visivo e comunicativo con il contesto che le circonda.
Dopo alcune ricerche sulla città di Comacchio e zone limitrofe mi sono imbattuto sulla storia, a metà strada tra verità e leggenda, della pianta da cui si ricava il Chinino: la china. Si racconta del suo arrivo in Europa dalle vette dei monti peruviani grazie a Berbanbè Cobo, un monaco gesuita che lo scoprì a metà del Seicento. Proprio per questo motivo viene chiamato “Pulvis Gesuticus”. Il chinino, in quanto rimedio medico e sintetizzato chimicamente solo nei secoli successivi, è stato usato moltissimo per debellare la malaria nelle zone paludose del delta del Po e di Comacchio. Mi sembrava una storia particolare e interessante da portare a galla e che potesse creare un ponte, non conosciutissimo, tra due posti così lontani tra di loro.

Quando osservo i tuoi pezzi mi prendo sempre un po’ di tempo. Li devo leggere. Correggimi se sbaglio: scegli dei soggetti, diventano simboli, ci costruisci un racconto. Con la premessa di una grande ricerca.

Esattamente. Una grossa parte del mio lavoro si fonda sulla ricerca e sulla sintesi degli elementi (nel ragionamento, nella composizione e nell’uso del colore). Soggetti che diventano simbolo, concetti, o rappresentazioni legati da una storia, non sempre chiara o lineare ovviamente. Sicuramente la necessità di raccontare qualcosa è molto importante per me. Stimolare o suggerire un racconto è un nocciolo vitale delle opere che possono essere fruite per strada e per chi sceglie di lavorare attraverso la comunicazione con le immagini in generale.
Recentemente ho letto un articolo molto interessante su un libro in uscita “L’oppio del popolo” di Goffredo Fofi, sul ruolo della cultura, che sintetizza bene il mio pensiero a riguardo: “È un’allerta a vagliare con molta attenzione l’infinità di messaggi e di prodotti culturali che ci circondano, diffidando di tutto ciò che suona celebrativo, consolatorio, acquiescente, distraente: di questi tempi forse è l’inquietudine quello che dovrebbe regalarci una cultura non narcotizzante.” Penso che troppo spesso ormai la tendenza generale, almeno nel panorama di un certo tipo di street art, sia quella di regalare al pubblico opere sterili e prive di un qualsiasi stimolo, narcotizzanti appunto.

Luogo Comune x Geo Parking Jam, Parma
/ photo credits Luogo Comune

Muro e illustrazione. Come ti rapporti? Il processo creativo è lo stesso? Quali sono i tuoi strumenti del mestiere?

Ho sempre disegnato, fin dalla scuola elementare. Ho avuto la fortuna di poter scegliere di fare studi sempre legati in qualche modo disegno e all’arte, sia al liceo che all’università, e parallelamente ho sempre cercato di portare avanti una passione/ricerca personale. Dopo gli studi, sicuramente il mio lavoro come illustratore ha influito e continua ad influire molto quando lavoro in esterno: a livello di composizione, riferimenti visivi e scelte progettuali. I processi creativi talvolta sono simili anche se in contesti diversi: capire come incastrare un disegno su una certa porzione di muro può essere concettualmente molto vicino alla scelta del posizionamento di un’illustrazione in una pagina insieme al testo. Uno degli aspetti del mio lavoro che vorrei riuscire a raggiungere è certamente quello di mescolare in maniera equilibrata aspetti dei due mondi, facendoli confluire uno nell’altro indistintamente, attraverso il mio stile.
Gli strumenti sono diversi a seconda del progetto da realizzare. Non sono mai stato un purista e sono anzi convinto che riuscire a capire quale sia lo strumento migliore per un determinato progetto non possa che favorire la buona riuscita del lavoro. Generalmente quando dipingo “outdoor” uso molto pennelli, rulli e asta telescopica. Ogni tanto mi diverto ancora con gli spray, un amore eterno! Per le illustrazioni invece mi piace mischiare il disegno analogico con la colorazione digitale, ma sono anche appassionato di tecniche di stampa come la linografia, la serigrafia e la stampa risograph.

Quando sei diventato Luogo Comune? O meglio, quando hai capito di esserlo. Se ti va, raccontami il perché del nome.

Per rispondere a questa domanda sono dovuto andare a ripescare dall’hard disk il primo pezzo in cui ho firmato così, nel 2013. Mi ricordavo il periodo ma non l’anno preciso. Dopo alcuni anni passati a firmare i disegni con un’altra tag ho sentito il bisogno di cambiare. Forse perché il mio stile si stava evolvendo, allontanandosi sempre più dai graffiti duri e puri, forse perché non scrivendo più le lettere così spesso sentivo venire meno la necessità di avere una tag da writer e volevo invece un nome più complesso. “Luogo Comune”, il nome, è nato un po’ per gioco e un po’ come esperimento, come spesso accade. Era legato alla volontà di prendersi gioco – in maniera ironica – di tutti i “luoghi comuni” appunto, che circondano questo mondo: certi atteggiamenti, certe pose o attitudini che inevitabilmente si tendono ad avere quando si dipinge o si fa parte di questa cultura. La mia idea era che chiamandomi così li avrei potuti esorcizzare e non proiettarli su di me.

Luogo Comune, Cremona
/ photo credits Luogo Comune

Vivi a Bologna ma sei di Cremona. Quanto hanno influito su Luogo Comune queste due città?

Essendo nato in una città immersa tra granoturco, zanzare, aria malsana e un poco sperduta nel mezzo della pianura padana è stato fondamentale l’hall of fame, l’unico della città, vicino a dove abitavano i miei nonni. Ogni volta che ci passavo in macchina rimanevo sempre affascinato dai graffiti: ogni volta diversi, realizzati dalla manciata di ragazzi che dipingevano all’epoca. Sono entrato in contatto diretto con il mondo del writing grazie al primo ragazzo che dipingeva a Cremona negli anni novanta, che mi mostrò le fanzine che collezionava e il suo sketchbook. Da quel momento, se prima mi limitavo a guardare ora volevo provare e sperimentare anche io. Così ho incominciato con le prime inguardabili, tags e lettering. Poi devo molto all’incontro, alcuni anni dopo, con artisti – poi diventati anche grandi amici – come NemO’s, Dissenso Cognitivo e Collettivo FX. Le prime jam fuori città. L’approccio è cambiato completamente, gli strumenti sono cambiati: si è aperto tutto un altro mondo.
Bologna, dove vivo da alcuni anni, ha invece una storia molto forte sia per quando riguarda i graffiti che la street art. Ogni volta che capita di dipingerci è necessario e doveroso confrontarsi con rispetto.
Una città che indirettamente ha influito molto è stata Londra. Ho vissuto lì per un anno dopo il liceo, senza però mai disegnare nemmeno una volta. La prima cosa che ho fatto una volta tornato in Italia è stata correre in hall of fame a fare un graffito. Lì ho capito che forse non era solo una grande passione, ma qualcosa che andava ben oltre e a cui non potevo rinunciare.

Nuovi viaggi e nuovi progetti in vista?

Ho diversi muri in giro per l’Italia prima che arrivi l’autunno e qualche viaggio all’estero in programma. Ho alcuni progetti editoriali in cantiere di cui non posso svelare nulla. Sicuramente la spinta per il futuro è quella di poter continuare a fare cose che mi fanno stare bene.

A breve Ostile pubblicherà due playlist Spotify: Graffiti day e Graffiti night. Chiederemo agli artisti intervistati di consigliare un brano da ascoltare durante le art sessions di giorno e notte. Ci vuoi dire i due tuoi?

Graffiti Day: Mace Windu Riddim – Ezra Collective
Graffiti Night: Gran Torino — C’mon Tigre

Ed è proprio su Ostile Magazine che Luogo Comune ha deciso di pubblicare il suo ultimo pezzo, ancora inedito, che ha da poco dipinto a Ferrara:

Luogo Comune, Ferrara 2019
/ photo credits Luogo Comune

Grazie J., da tutto il team di Ostile!

Scopri di più su Luogo Comune:
website – www.luogocom.com
Instagram – www.instagram.com/luogo_comune
Facebook – www.facebook.com/LuogoComune2

Bio. Luogo Comune è un artista multidisciplinare italiano. Attualmente vive e lavora a Bologna. Dal 2017  lavora come freelance. La sua pratica artistica abbraccia sia il lavoro in esterno che quello in interno utilizzando una grande varietà di medium. Come illustratore ha raccolto molte richieste editoriali quali illustrazioni per magazine, libri illustrati e collaborato con alcuni collettivi artistici. Come muralista ha dipinto in diverse città italiane e all’estero in paesi tra cui Polonia, Austria, Inghilterra, Spagna e Marocco. Un suo grande interesse è quello di lavorare e mettere in discussione gli aspetti degli spazi pubblici e urbani per produrre grandi opere site-specific. Il suo lavoro si basa su un linguaggio visuale ricco di simbologia che combina elementi della flora, fauna, oggetti delle tradizioni locali o contemporanei, sfruttando principalmente palette di colori piatti e un approccio grafico come punto chiave per discutere la condizione umana e riflettere sui contesto sociale odierno.

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  • Camilla

    Incapace di descriversi. Promette di aggiornare mensilmente la sua bio consigliando un album. Ho mancato l'appuntamento di giugno. Rimedio immediatamente. Album di luglio: Redemption - Jay Rock / https://spoti.fi/2J1Enx5 Il mio album di giugno è stato: Cupid Deluxe - Blood Orange / https://spoti.fi/322EbFk

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