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Concetto e significati stravolti e strumentalizzati

I fatti:

Proprietà dell’immobile, parte politica, gestore dell’immobile e Sovrintendenza Capitolina, tutti sono stati favorevoli a diverso titolo, alla realizzazione dell’opera. Nessun ente ha richiesto un’ulteriore chiarimento, né un’ulteriore bozza a riguardo, ma soltanto la documentazione necessaria al rilascio dell’occupazione di suolo pubblico emanata dagli uffici tecnici del Municipio X.

Il 12 giugno 2019, presso il Teatro del Lido di Ostia, si è tenuto l’incontro aperto alla cittadinanza, agli studenti e alle associazioni tutte, indetto dall’associazione a.DNA e dalla rete di scuole territoriali costituita per il progetto “Giovani Cittadini Solidali del Municipio X per la Legalità”, come ulteriore passaggio della progettazione partecipativa inerente il murale di Lido Nord, iniziata a maggio nelle scuole e di cui la realizzazione è stata affidata all’artista Lucamaleonte con un budget dedicato di 3.000,00 €. Una piccola parte dei fondi MIUR erogati tramite regolare bando a una rete di dieci scuole territoriali per le attività didattiche iniziate a settembre del 2018.

La scelta dei volti da suggerire all’artista è stata effettuata, appunto, attraverso la partecipazione aperta di diverse entità territoriali, come previsto dal progetto presentato e approvato da ATAC spa il 5 giugno e ufficializzato il 28 giugno dall’ente proprietario dell’immobile, la Regione Lazio. Il Municipio X di Roma, in possesso di tali documenti protocollati martedì 11 giugno, è stato tenuto al corrente di tutto l’iter burocratico essendo in copia a tutte le comunicazioni, per poi rilasciare i permessi per l’occupazione di suolo pubblico il giorno precedente l’inizio dei lavori, martedì 9 luglio.

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La bozza preliminare presentata dall’artista è stata esplicativa della composizione e dei colori usati, senza precisare i volti specifici che sarebbero stati raffigurati, perché frutto degli incontri e delle scelte della collettività avvenuti in seguito, come precisato nei documenti presentati a tutte le entità istituzionali coinvolte.

L’opera dell’artista nasce, quindi, da una consulta popolare alla quale avrebbe potuto partecipare qualsiasi cittadino attivo, promossa attraverso tutti i canali a disposizione degli organizzatori.

Poi gli attacchi online sui social, amplificati dalle dichiarazioni di un consigliere comunale, fatte tramite stampa locale online, che hanno portato il Municipio X a richiedere l’incontro durante il quale sono stati scelti i volti dei “vivi” e comunicati all’associazione e all’artista.

Hanno vinto. Abbiamo perso.
Chi ha vinto? E chi ha perso?

Ha vinto la disinformazione, la palese strumentalizzazione di un’opera d’arte apolitica, nata con intenti differenti. Hanno perso tutti i cittadini di Ostia e non solo. Hanno vinto le fazioni politiche, trasformando tutto in contrapposizioni ideologiche.

Quelle foglie sono un monito per chi pensa che l’arte urbana sia servile decorazione, il vuoto di quel rosso è un presidio permanente per ricordare ai cittadini l’accaduto. Dopo più di una settimana di polemiche e pressioni subite, ora l’opera è stravolta del suo significato iniziale: adesso mostra a tutti cosa è “arte decorativa innocua” e cosa invece è “Arte”.

La rabbia e l’amarezza si leggevano negli occhi degli studenti, dei ragazzi e dei cittadini del territorio, illusi e poi delusi. Le tensioni scaturite da affermazioni infondate, hanno creato un clima ostile nei confronti del progetto e abbiamo avuto paura per l’incolumità degli studenti presenti come volontari, esposti a strumentalizzazioni politiche pericolose per tutti.

Eravamo insieme in questi ultimi giorni per costruire qualcosa di positivo per la comunità ostiense, che è stato poi distrutto e identificato come fazioso e divisivo. Perché? Hanno voluto usarci come arma contro noi stessi. Ci hanno intimidito e attaccato per cancellare la lista di volti la cui unica colpa è essere “vivi”:

  • Cristina Franceschi (ideatrice della metodologia didattica di “Giovani Solidali” dal 2003)
  • Anonima operatrice culturale

Lucamaleonte non è autore di questa opera, ma di quella che inizialmente era stata da lui eseguita. Non ci sarà la sua firma sul murale e Ostia ha perso così l’occasione di conservare un pezzo della sua memoria storica da tramandare a quei “giovani vivi”, che sono il futuro di questa parte importante di città.

A Ostia (e non solo, sia chiaro) il messaggio che sta passando da tempo è che la così tanto amata “street art” è divenuta a tutti gli effetti lo strumento delle istituzioni per la propria propaganda, di qualsiasi colore si stia parlando. Invece non è così! Gli artisti sono e devono restare indipendenti e le istituzioni dovrebbero proteggere la loro libertà. Rispettare le scelte artistiche, soprattutto quando partecipate attivamente dai cittadini fruitori diretti, vuol dire rispettare l’espressione e la volontà di una comunità.

L’artista, dopo più di una settimana di polemiche e pressioni su un’opera stravolta del suo significato iniziale, ha voluto mostrare a tutti cosa succede quando viene snaturato il senso di un’opera pubblica che ha ricevuto l’approvazione delle entità istituzionali e cittadine coinvolte.

A posteriori, con freddezza e lucidità, e soprattutto per chi non è emotivamente coinvolto nei fatti, appaiono molte le strade possibili che si sarebbero potute intraprendere. Ma solo la via intrapresa in questo caso, coprendo i volti ritratti, ha dato la possibilità a tutti di svelare davvero quanto accaduto e di lasciare il segno inciso nella storia del “presente” che stiamo vivendo.

Nonostante tutto, resta il vuoto a testimonianza dell’accaduto.

a.DNA collective

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