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comacchio
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Comacchio e la street art. 25 nuove opere di street art colorano la cittadina ferrarese: Manufactury Project 2019.

Era il 1905 quando a Dresda, in Sassonia, nasce il Die Brückeponte -: gruppo di artisti dell’avanguardia tedesca le cui tempere sono state perfette incubatrici di un movimento che da lì a poco avrebbe scritto una nuova pagina nella storia dell’arte, l’espressionismo tedesco.

La missione del Die Brücke è stata quella di creare un ponte tra l’antico e il nuovo, tradizione e modernità. Quelli che ne facevano parte avrebbero traghettato i rivoluzionari verso un nuovo modo di espirmere se stessi: semplicemente ascoltando la propria spontanea ispirazione.

Chekos

Rimango sempre affascinata e incuriosita quando ci penso. Volevano “liberarsi” degli accademici, togliere un po’ di polvere dai mobili, eppure Die Brückeponte. Un ponte per natura fa andare oltre ma, soprattutto, collega. Per questo mi sono sempre piaciuti gli espressionisti, sono dei rivoluzionari rispettosi del passato (che lo ammettano o meno).

Di fatto la storia dell’arte è un’insieme di isole – le diverse correnti – collegate da ponti, in questo caso immaginari. Sono veri invece quelli di Comacchio (FE), antico borgo lagunare i cui ponti sono caratteristici e, un tempo, fondamentali perchè collegavano quelli che una volta erano isole.

Luca Ledda

Conosciuto come “la piccola Venezia“, Comacchio è dove si svolge il Manufactory Project: il festival dedicato alla street art del borgo ferrarese. Un programma ricco di numerosi interventi di grandi nomi del panorama urban internazionale.

25 gli artisti coinvolti per questa seconda edizione del festival, 14 al 16 giugno, che hanno lasciato la propria firma sui muri ed edifici della piccola città lagunare, arricchendo di nuovi capolavori l’arte urbana comacchiese.

NSN997

Sfhir, Man O ‘Matic, Chekos, Crisa, Gijs, Kikiskipi, Luca Ledda, Solo, Diamond, TMX, Luogo Comune, Rame 13, Giulio Vesprini, Riccardo Buonafede, Antonino Perrotta, Simone Carraro, Nsn997, Davide DPA, Giorgio Je73, Fijodor, Giacomo Drudi, Noeyes, Alessio Bolognesi, Toni Espinar, Eleman sono stati i protagonisti di Manufactory 2019, che ha continuato la riqualificazione delle mura perimetrali dello Stadio di Comacchio, iniziata l’anno scorso, aggiungendo 3 interventi dislocati sul territorio tra Comacchio, Porto Garibaldi e Lido degli Estensi.

Il progetto Manufactory nasce da un’idea di Riccardo Buonafede, artista comacchiese che nel 2017 propone all’amministrazione comunale di dipingere alcuni muri di edifici degradati con lo scopo di riqualificare aree dismesse e abbandonate. Poi, nel 2018, la prima edizione del festival: qui Dzia, Krayon, Ironmoud, Alessandra Carloni, Davide Bart Salvemini, Dissenso Cognitivo, Reve+, Brome, Paolo Psicho, Riccardo Buonafede, Laucky, Yopoz Carlo Bascelli, Antonino Perrotta e molti altri che fanno dell’intera area dello Stadio la loro tela.

La piccola Comacchio si fa crocevia di storie e sentimenti del presente, di messaggi di amore e dissenso, di passione verso l’arte e di voglia di scrivere qualcosa di nuovo.

Prima di partire alla volta dell’Emilia, perchè so che ci andrete, date un’occhiata all’aftermovie della prima edizione di Manufactory Projecy: http://www.manufactory-project.com/edizione-2018/

Volete scoprire di più sul progetto? Visitate il sito http://www.manufactory-project.com/ e seguitelo sulle pagine social Facebook e Instagram

Tags:

  • Camilla

    Incapace di descriversi. Promette di aggiornare mensilmente la sua bio consigliando un album. Album di novembre: Nothing Great About Britain (2019) - slowthai https://spoti.fi/2kLJDM7

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