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Napolizm Vol. 2, il documentario sulla cultura hip-hop partenopea ora disponibile su Youtube

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Napolizm Vol. 2

Napolizm Vol. 2, il viaggio nell’hip-hop napoletano di inizio millennio siglato Polemics Film 2008 e diretto da uno dei padri della scena partenopea, Alberto POLO Cretara, è finalmente disponibile per intero su Youtube.

Più di ottanta minuti di storia in cui si è accompagnati dalla voce narrante di Polo che racconta come e perché è iniziato il suo viaggio nell’hip-hop, fino alla nascita del progetto Napolizm, la prima compilation di rap targato NA presentato in occasione della festa di San Gennaro nel quartiere di Little Italy, a New York.

Voci, testimonianze e musica contornano quella che è una vera e propria perla delle produzioni nate dal grembo della scena partenopea. Napolizm Vol.2, insomma, è quel tassello di cultura hip-hop nostrana che proprio non poteva mancare.

Dal documentario, infatti, emerge il filo rosso che collega la scena napoletana a quella della Grande Mela, madre dell’intero movimento: la privazione.

Mentre negli anni ’70-’80 dalla privazione degli spazi nascevano i ghetti newyorkesi, dai quali venne letteralmente sputata fuori la rabbia di chi li viveva a forza di backfilp, spray, bit e rhymes sotto l’egida del grido “Noi ci siamo”, a Napoli – solo 30 anni dopo – nasceva l’hip hop de La famiglia – a cui è succeduto quello di gruppi storici come Fuossera e 13 bastardi – che affidarono alla lingua napoletana un nuovo messaggio: “Napoli sona, nun stona” (Napoli suona, non stona) prendendo a prestito un verso dello storico gruppo divenuto celebre solo dopo.

Napolizm non è un punto di partenza, ma il punto di arrivo di una storia – l’ennesima – che deve un po’ delle sue radici anche alla città di Napoli e a coloro che ne hanno fatto grande il nome con la loro musica.

  • Jeronimo

    Jeronimo, data e luoghi di nascita sconosciuti, napoletano d'adozione. Le sue principali fonti di ispirazione sono l'irriverente sincerità delle canzoni di Nino D'Angelo, gli imbattibili beat di J-Dilla e la smodata passione di cui sono pregni i romanzi rosa degli scrittori esordienti. Approda in Ostile a seguito del suo naufragio nell'oceano della scrittura. Ama definirsi "Un Ostile senza stile", la sua poetica è caratterizzata dal sapore forte dell'ignoranza e dagli opachi colori retrò, con finali note fruttate di "vino acìto".

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