Above the Clouds

Above the clouds

Si è svolta domenica 10 giugno l’ottava edizione dell’Above the Clouds, l’evento dedicato alla cultura Hip-Hop targato Napoli.

Tanti graffiti, tanta musica e tanti balli. Una giornata che ha visto raccogliersi nel vecchio mercatino rionale di Fuorigrotta un vivaio di culture, stili ed espressioni differenti che per una giornata si sono confrontati a colpi di break, beat, outline e rime.

Ostile Magazine non poteva non farci un salto, e dopo quasi una settimana possiamo dirci più che pronti a restituire le nostre impressioni e le nostre considerazioni sull’evento. Nonostante raggiungere il luogo per un neofita dell’evento non è che sia immediatamente intuitivo, c’è da dire che complessivamente ha avuto il suo successo per diversi motivi.

Al di là della varietà di artisti e di opere presenti, ciò che ha immediatamente colpito l’occhio mentre ci aggiravamo fra la folla, è stata la presenza anche di adulti e giovani leve, oltre ai semplici appassionati della cultura Hip Hop. Un fatto sicuramente influenzato dalla popolarità che l’Above the Clouds ha raggiunto nel quartiere, prima, e nella scena cittadina, poi.

A questo, naturalmente, va sommata anche la partecipazione – voluta fortemente dagli organizzatori – dei ragazzi del Labriola e del Gentileschi, storiche scuole del quartiere.

Ma la cosa che forse va sottolineata più di tutte è che questo evento ha personalmente colpito lo scrivente. Non solo per la qualità dello spettacolo che è riuscito a offrire con pochi mezzi, ma perché si è riuscito a qualificare su diversi piani come un atto di disobbedienza civile. Una lezione di civiltà impartita da chi, a ogni latitudine, è tacciato di vandalismo, di essere agente inquinante della società, figlio di Satana e chi più ne ha più ne metta.

Musica alta e graffiti non saranno sicuramente piaciuti – e forse mai piaceranno – a ogni singolo cittadino del quartiere (e di questo in qualche modo gli organizzatori dovranno farsene una ragione), ma davanti ai fatti non ci si può tirare indietro: «La verità non è un ballo di gala», ci ricorda spesso un nostro appassionato lettore.

Infatti, tornando sul luogo il giorno seguente, quando tutto era ormai finito il vero spettacolo si è palesato ai nostri occhi. Nessun segno, eccetto la meravigliosa murata di 200 metri, della folla di «vandali» che il giorno prima si accalcava verso il palco (dileguatosi nel nulla) per «ascoltare musica molesta» e «imbrattare beni pub(bl)ici».

Disobbedienza civile, a questo bisognerebbe pensare quando un gruppo di giovani decide di rimboccarsi le maniche e dedicare tempo alla propria città, al proprio quartiere, alla propria casa, nel solo segno della condivisione di una passione. Nell’era dei muri, ci vorrebbero più Above the Clouds, nell’era degli atteggiamenti prevaricatori del diritto alla vita portanti la maschera del buonsenso, ci vorrebbero più disobbedienti civili.

Foto della giornata di Maddalena Tartaro

 

 

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  • Jeronimo

    Jeronimo, data e luoghi di nascita sconosciuti, napoletano d'adozione. Le sue principali fonti di ispirazione sono l'irriverente sincerità delle canzoni di Nino D'Angelo, gli imbattibili beat di J-Dilla e la smodata passione di cui sono pregni i romanzi rosa degli scrittori esordienti. Approda in Ostile a seguito del suo naufragio nell'oceano della scrittura. Ama definirsi "Un Ostile senza stile", la sua poetica è caratterizzata dal sapore forte dell'ignoranza e dagli opachi colori retrò, con finali note fruttate di "vino acìto".

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