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Palermo, al via la nuova opera di Tellas lungo la Costa Sud

Tellas, lo street artist sardo, sarà a Palermo il 10 giugno per dare il via alla sua nuova opera, che verrà eseguita in occasione di Manifesta 12, la biennale itinerante dedicata all’arte contemporanea, che si svolgerà in concomitanza  della giornata dei 1000 Giovani per la Festa della Musica di Palermo 2018.

Tellas eseguirà la sua opera su una murata immediatamente di fronte l’Ecomuseo del mare, in via Messina Marine, lungo la Costa Sud, a Palermo, col patrocinio del Comune.

L’artista sardo è risultato vincitore del bando relativo al progetto Urban Art Contest, che gli ha aggiudicato la possibilità di eseguire due opere, la prima a Faenza, città in cui ha sede Distretto A, l’associazione ideatrice del contest, e l’altra a Palermo.

Due città che daranno i natali a “Terra e Mare”, questo il titolo che Tellas ha dato ai due bozzetti presentati a monte del percorso che l’ha visto vincitore, che uniranno idealmente la cittadina emiliana al capoluogo siculo. Un filo rosso rappresentato dalla natura, da sempre forza propulsiva del moto creativo, che lega da nord a sud i miti paesaggi campestri dell’Emilia Romagna alle calde e soleggiate costiere della Sicilia.

Il progetto Urban Art Contest tuttavia non nasce col solo scopo di riunire sotto l’effige di un solo artista due posti idealmente lontani geograficamente. La natura, filo conduttore delle due opere, ha anche la funzione di restituire ai cittadini due luoghi di confine, ricostruendo, attraverso il legame fra gli opposti, la frattura creatasi a causa della pochezza e dell’inezia che permeano le azioni istituzionali dalla punta all’apice dello Stivale.

L’arte costruisce scale laddove sono stati eretti confini. Ci tornano in mente le parole che Giuseppe Ferraro, insegnante di filosofia che ha deciso di insegnare nelle carceri piuttosto che nelle scuole e nelle accademie, dette durante un’intervista rilasciata ai colleghi di Suburbio: «I confini interni non sono segnati da una determinazione geografica o da una definizione topografica, ma sono confini di voci. Per me questo è molto importante: una città arriva fin dove la voce ha parola. Quando la voce si spegne in un grido o resta attonita di fronte a situazioni terribili, o di fronte al fatto che non sai parlare, la città finisce. Citando Aristotele posso dire che la città è tale quando è raggiungibile da una sola voce

E in questo caso la sola voce in grado di raggiungere due città sarà quella delle sapienti mani di Tellas.

 

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