Liberato è chi Liberato lo fa

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Risale ormai a cinque giorni fa la notizia di un concerto di Liberato sul Lungomare Liberato, a Napoli, il prossimo 9 maggio.

Una data che in qualche modo segna la chiusura di un circolo più che fortunato per colui, o coloro, che si nascondono sotto il cappuccio scuro e la felpa recante lo pseudonimo più battuto del web.

Un circolo che ha avuto inizio poco più di un anno fa, quando il 13 febbraio 2017 veniva rilasciato su YouTube il videoclip di Nove Maggio (più di 8 milioni di visualizzazioni), a cui sono succeduti gli altri successi a distanza prima di un mese Tu t”e scurdato e me (9 milioni di views), poi di sette con Gaiola Portafortuna (quasi 3 milioni di visualizzazioni), e così via… Fino al fatidico 2 maggio 2018, quando in una sola giornata il canale ha registrato un record di visite.

Il motivo? La pubblicazione di due nuovi brani, a distanza di una manciata di ore l’uno dall’altro, praticamente un attimo – se paragonato al tempo nella pubblicazione dei vecchi brani. Un record di visite per Intostreet e Je te voglio bene assaje, che hanno raggiunto in soli cinque giorni un totale di circa 1,5 milioni di views ciascuno.

Ma cosa muove i fili di questo progetto? Probabilmente è mera curiosità, quella che tesse da sempre le trame del globo terracqueo e che in qualche modo si qualifica come gossip ogni qual volta s’intreccia alla vita di un essere vivente.

Ma Liberato chi è? Questo è il fulcro del suo successo, al quale fanno solo da sfondo le produzioni sicuramente intriganti, gli sponsor (uno fra tutti, Converse che firma quasi tutti i clip) e l’ottima regia di Francesco Lettieri. Soldi, tanti soldi quelli che girano alle spalle di un team organizzato in maniera quasi militare, che sistematicamente è stato in grado di far salire di volta in volta l’asticella, portando l’hype a livelli sicuramente interessanti.

Un immaginario vasto quello venutosi a creare attorno al personaggio che si è fatto simbolo di una generazione, quella dei Millennials, che allo stesso tempo attrae sonorità che ricordano la dance, l’hip-hop e la nostrana musica neomelodica di tempi non sospetti.

Ma allora viene da domandarsi, cos’è Liberato? Un fenomeno? Troppo semplice. Liberato sarà tale finché il cappuccio rimarrà tirato sulla testa. Se, come qualcuno immagina, il 9 maggio saltasse fuori un volto, siamo sicuri che la formula rivelatasi vincente non si tramuti nel più grande balzo nel vuoto da un anno a questa parte?

Questa necessità di dargli un volto potrebbe anche decretare la fine del successo. Diventerebbe semplicemente un artista.

È singolare il fatto che poi ci sia chi crede che Liberato piaccia in quanto tale, perché potrebbe aver frainteso un fatto fondamentale: non è un artista, né un cantante, o tanto meno un esponente della cultura hip-hop. Siamo davanti alla plateale dimostrazione che non servono un’identità e un ruolo a mettere in moto la macchina dei soldi. Piuttosto, servono mezzi, tappi per il naso e un pizzico di fortuna.

Per quanto ne sappiamo, Liberato potrebbe essere anche Beppe Vessicchio. Quello che veicola, volontariamente o meno, è un messaggio che mina alle fondamenta della generazione dello scrivente e di milioni di altri: chiunque può essere Liberato.

L’anonimato in questo caso, non è altro che lo speculare di intere generazioni, che più di ogni altra cosa sentono il bisogno d’essere comprese. Come? Attraverso l’immedesimazione in storielle, in ferite ricevute e inferte, in tradimenti subiti ed elargiti, in abbandoni di cui tutti siamo rimasti vittima e attraverso cui siamo stati carnfici… Perché anche se lo si vive male, la nostra generazione dall’odio fomentato dalle precedenti non ha potuto ereditare altro che un’idea vaga e immatura di amore.

Liberato finché resterà Liberato, assolverà almeno al ruolo di specchio – consapevole o meno – di ciò che siamo diventati.

E’ sulla scia di questo ragionamento che nasce Liberato Type Generator (e, naturalmente, dal fatto che anche agli Ostili certe cose finiscono per sfuggire di mano!).

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  • Jeronimo

    Jeronimo, data e luoghi di nascita sconosciuti, napoletano d'adozione. Le sue principali fonti di ispirazione sono l'irriverente sincerità delle canzoni di Nino D'Angelo, gli imbattibili beat di J-Dilla e la smodata passione di cui sono pregni i romanzi rosa degli scrittori esordienti. Approda in Ostile a seguito del suo naufragio nell'oceano della scrittura. Ama definirsi "Un Ostile senza stile", la sua poetica è caratterizzata dal sapore forte dell'ignoranza e dagli opachi colori retrò, con finali note fruttate di "vino acìto".

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