Vandals, il videogioco sulla street art finalmente disponibile

Vandals

Vandals

Vandals, il videogame a marchio europeo dedicato al mondo del writing e della street art, è stato pubblicato oggi su Steam e sugli appstores per Android e iOS. Il gioco, che unisce dinamiche stealth a quelle degli strategici a turno, dà la possibilità a chiunque voglia cimentarcisi di lasciare il proprio segno a imperitura memoria sui muri di cinque diverse capitali del mondo.

Noi di Ostile Webzine siamo riusciti a raggiungere Cosmografik, ideatore di Vandals, che ha gentilmente accettato di rispondere ad alcune nostre domande sul nuovo fenomeno videoludico prodotto da Ex-Nihilo, Arte e Novelab.

Agat – Ex Nihilo, ARTE e Novelab. Rispettivamente una casa di produzione cinematografica, una rete televisiva dedicata all’arte e una casa produttrice di avventure grafiche in realtà aumentata. Come hanno dato vita a Vandals, prodotto videoludico partorito da Cosmografik?

«L’idea di Vandals risale a circa dieci anni fa, quando stavo giocando a un gioco di strategia chiamato Commandos su PC e stavo anche iniziando a fare pratica con i graffiti e la street art con la mia crew, RaspouTeam. Ho sempre pensato che un gioco basato sull’inserimento nell’universo della street art avrebbe avuto presa sul pubblico e che avrei voluto giocarci anche io. Provai a realizzare un prototipo in quel momento, ma di fronte ad alcune difficoltà misi da parte il progetto. Solo 10 anni dopo ho proposto l’idea a Ex Nihilo e Arte, con cui avevo appena terminato “Type: Rider”, altra mia creazione sulla storia della tipografia. L’idea e il tema sono piaciuti e, in collaborazione con il team di Novelab, lo hanno sviluppato e alla fine Arte ha deciso di pubblicarlo. Lavoro con questi team da molto tempo e sono molto felice di aver fatto tutto questo con loro. Se fosse andata diversamente, non sarebbe stato possibile. Avere alle spalle una catena come Arte, il supporto pubblico del CNC e di team talentuosi come Novelab è stata una gran fortuna.»

Come si sviluppa un gioco su uno stile di vita che non tutti conoscono? Avete contattato alcuni street artist o ci sono dei “Vandals” fra voi?

«Durante il mio periodo tag e graffiti mi sono divertito molto con gli amici della crew RaspouTeam. Abbiamo creato progetti che mescolavano street art, storia e nuove tecnologie per raccontare la storia dei vinti, come quella della Comune di Parigi (governo socialista che diresse Parigi dal 18 marzo al 28 maggio 1871, ndr). Tutte queste avventure ci sono state di ispirazione per il gioco. Abbiamo anche contattato degli artisti per poter inserire le loro opere in Vandals. Quindi, se prestate attenzione ai dettagli, troverete tantissimi riferimenti alla storia della street art dagli anni ’60 – ’80.»

Vandali, writers o artisti? Secondo voi qual è – se vi è – la differenza?

«Ognuno è libero di vedere la street art come meglio crede. Penso che sia la vastità di opere che fanno la richiezza della street art. Anche se a volte tali opere possono essere un po’ superficiali, penso che sia necessario che sempre più persone rivendichino l’utilizzo dello spazio pubblico e spero che “Vandals” possa essere d’ispirazione.»

Giocare a Vandals sarà come viaggiare fra presente e passato, e andare avanti nel gioco permetterà di rivivere e scoprire la storia della street-art attraverso dei collezionabili. Quali artisti incontreremo e cosa scopriremo sulle loro opere?

«Come dicevo, abbiamo integrato alcune opere originali al gioco, col fine di dargli un contesto storico e una caratterizzazione ben precisa. I giocatori potranno viaggiare nella Parigi degli anni ’60, oppure nella New York degli anni ’70, patria dell’Hip Hop, fino agli anni della Guerra Fredda, nella Berlino degli anni ’80. In sintesi, abbiamo provato a sfruttare periodi e città iconiche e rappresentative della Street art. Ovviamente questi sono solo alcuni esempi cruciali, visto che la storia della street art è stata scritta in moltissimi posti nello stesso momento e sarebbe stato impossibile ricostruirli tutti.»

Il gioco sembrerebbe sostanzialmente fondato su tre elementi: strategia, dinamiche stealth e sulla possibilità di condividere con gli altri giocatori le proprie opere. Una sintesi perfetta di ciò che è propriamente detto “writing”. Cosa vi ha divertito di più rigiocando alla vostra creazione?

«Volevamo dare la possibilità al giocatore di disegnare sui muri molto rapidamente, di agire sul modo di scrivere e di lasciare la sua impronta. Fin dai primi test, ci rendemmo conto che questa meccanica di libera creazione sarebbe stata centrale per un videogioco del genere. Avendo più tempo a disposizione, avremmo voluto aggiungere degli elementi come gli stencil, o i poster… ma magari potranno esserci nei prossimi aggiornamenti! E’ stato comunque molto bello cercare delle meccaniche di gioco ispirate alla reale pratica della street art e sono felice che si è riusciti a conservare un aspetto quasi “realistico”, senza esagerarlo, visto che si tratta di un videogioco.»

Avete già pensato ai contenuti di eventuali patch future?

«Abbiamo in programma di portare il gioco su altre piattaforme e per il momento è tutto. Ho passato dieci anni a pensare alla realizzazione di “Vandals”, ora sono felicissimo che stia per uscire e che tutti possano giocarci. Da ora potrò lavorare su nuovi progetti!

Infine, sfatate un nostro colossale dubbio. Avete già pensato a quanta gente disegnerà cazzi?

«Questa è una domanda molto pertinente! L’immaginazione è spesso limitata a disegnare dei “cazzi”, ma la maggior parte dei tester ha fatto lo sforzo di disegnare qualcos’altro anche se si capisce che si stanno trattenendo. Quindi abbiamo integrato un sistema d’aiuto che genera un graffito basato sul vostro nickname se vi manca l’ispirazione. Vedremo il risultato quando il gioco uscirà ma sono sicuro che molte creazioni ci sorprenderanno! Non vedo l’ora di vedere i risultati!»

Si ringraziano Cosmographik per essersi prestato alle nostre domande (soprattutto a quella sui cazzi) e Francesco di Iorio, che ha accettato di fare da interprete per questa splendida intervista.

 

Tags:

  • Jeronimo

    Jeronimo, data e luoghi di nascita sconosciuti, napoletano d'adozione. Le sue principali fonti di ispirazione sono l'irriverente sincerità delle canzoni di Nino D'Angelo, gli imbattibili beat di J-Dilla e la smodata passione di cui sono pregni i romanzi rosa degli scrittori esordienti. Approda in Ostile a seguito del suo naufragio nell'oceano della scrittura. Ama definirsi "Un Ostile senza stile", la sua poetica è caratterizzata dal sapore forte dell'ignoranza e dagli opachi colori retrò, con finali note fruttate di "vino acìto".

  • Show Comments

La tua email non verrà publicata, sono obbligatori solo i campi con *

commento *

  • nome *

  • email

  • website

You May Also Like

Above the Clouds

Above the Clouds 2018, una lezione di civiltà dal mondo dell’Hip Hop

Above the clouds Si è svolta domenica 10 giugno l’ottava edizione dell’Above the Clouds, ...

Il Parco dei Murales di Napoli EstIl Parco dei Murales di Napoli Est

Il Parco dei Murales di Napoli Est

Parco dei murales Scenario è Napoli Est, nella periferia napoletana più desolata e complessa, ...