Belin e il Post Neo Cubismo

Belin

Miguel Ángel Belinchón (1979) – meglio conosciuto con lo pseudonimo di Belin – è uno degli artisti spagnoli più interessanti del panorama attuale. Iniziò la sua carriera come street artist, realizzando graffiti illegali e pitture murali su grandi superfici urbane. Con il tempo, il suo stile si è evoluto mantenendo viva l’originaria passione per la vernice spray, che rappresenta ancora oggi un elemento fondamentale del suo originalissimo linguaggio visivo.

Artista autodidatta, Belin è un virtuoso della bomboletta, che utilizza a mano libera applicando l’aerosol direttamente su diversi tipi di superficie, dal muro alla tavola, dalla carta alla tela, dalla ceramica agli oggetti riciclati. Le sue opere sono create con una precisione quasi chirurgica, senza l’ausilio di strumenti ulteriori, come proiettore, stencil o reticolati.

Belin è originario di Linares, città della Spagna meridionale, situata nella regione dell’Andalusia e conosciuta per le miniere di piombo (ormai abbandonate) e per la produzione dell’olio d’oliva. All’età di sedici anni ebbe il suo primo contatto con il graffiti e da allora scoppiò un amore incondizionato verso questa forma di creazione pittorica, che ha permesso all’artista di esprimere liberamente la sua grande passione per il colore. Nel corso di più di vent’anni, a quella dello spray si sono aggiunte altre tecniche creative, come la pittura a olio, l’acrilico, l’acquarello, il disegno a matita, il collage o la scultura.

Oggi si possono vedere opere murali di Belin sparse ovunque per il mondo, da Los Angeles a New York, da Madrid a Londra, da Tel Aviv a Gerusalemme, da San Paolo (Brasile) a San Juan (Porto Rico), da Tuxtla Gutierrez (Messico) fino a Foggia e molte altre città ancora. Inoltre l’artista ha esposto in numerose gallerie e centri espositivi, sia in Spagna sia all’estero, tra i quali spiccano l’olandese Jheronimus Bosch Art Center di Hertogenbosch (dove si può vedere una mostra permanente di suoi dipinti) o la galleria francese 24 Rue Beaubourg di Parigi. Ha realizzato anche opere commerciali su commissione per marche famose, come Nespresso, Carhartt, Ed Hardy, Montana Color etc.

In questo momento sta esponendo a Madrid, nella collettiva ON/OFF, allestita nello spazio espositivo El Paracaidista. La mostra è stata organizzata dalla Durán Online Gallery, la galleria che rappresenta Belin in Spagna. Oltre a lui, partecipano all’esposizione altri grandi artisti del suo Paese: Anna Taratiel, Morcky, Fasim, Sfhir, Mr. Trazo, Zeta, Musa71, Nuriatoll. Dal 22 al 25 febbraio esporrà ancora nella capitale spagnola, sempre con Duran Online Gallery, a Urvanity, la prima fiera dedicata in Spagna esclusivamente all’arte urbana.

La produzione artistica di Belin è estremamente prolifica e varia. Le sue opere, infatti, sono frutto di una perizia impeccabile, applicata a una fantasia sorprendente che fonde l’iperrealismo con il surrealismo e arriva a generare spesso ritratti caricaturali o personaggi ibridi inventati. L’assoluta libertà stilistica e tematica, unita a un gioco costante tra linea e colore, luce e volume, rappresenta in questo senso un elemento distintivo del suo lavoro.

Una delle sue ultime linee creative, che sta riscuotendo un grande successo a livello internazionale, è quella che lui stesso ha definito come stile “postneocubista”, o “Post Neo cubismo”. Si tratta di linguaggio visuale originale che unisce lo stile figurativo iperrealista di Belin con le deformazioni percettive introdotte dall’avanguardia cubista all’inizio del novecento e specialmente de Pablo Picasso. Attraverso questo peculiare omaggio al famoso artista suo conterraneo, uno dei suoi principali riferimenti creativi, Belin combina nel Post Neo Cubismo una figurazione ipernaturalista con la destrutturazione geometrica delle forme, tipica del cubismo. Accentuando l’aspetto espressivo e colorista della composizione, riesce così a suscitare nello spettatore un peculiare effetto di stupore con delle figure assolutamente straordinarie e affascianti.

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