Nuove prospettive nel murale di Peeta

Completata l’opera al Liceo “Gatto” di Agropoli (SA) per il progetto “Urban Area”

 

Nuove prospettive si aprono come le pagine di un libro sulla facciata all’ingresso del Liceo Scientifico Statale “A. Gatto” di Agropoli, in Provincia di Salerno.

Il nuovo intervento murale dell’artista veneto Manuel Di Rita, in arte “Peeta”, riformula la composizione architettonica dell’edificio, donando agli studenti ed i docenti che lo frequentano, ai cittadini di Agropoli ed i passanti che affollano la statale 18 verso il cuore del Cilento, una diversa percezione del contesto paesaggistico ed urbano che sono abituati ad attraversare quotidianamente.

Non un semplice intervento pittorico, quindi, ma la rilettura di un’architettura preesistente, scomposta e ricomposta attraverso uno studio meticoloso dell’edificio e dell’ambiente in cui è inserito.

Un racconto a più livelli di una cittadina, come quella di Agropoli, sospesa tra terra e mare, storia e modernità.

L’intervento ultimato in questi giorni, è stato realizzato grazie ad un lavoro corale che ha visto protagonista in primis il dirigente del Liceo, il dott. Fortunato Ricco, il quale ha colto la volontà degli studenti di realizzare un murales nella loro scuola. In seguito l’associazione a.DNA, già attiva sul territorio con il progetto “Urban Area – A Scena Aperta” dal 2014, ed avendo prodotto importanti interventi murali in spazi pubblici, soprattutto edifici scolastici, viene invitata ad elaborare una proposta progettuale per alcuni siti murali esterni del Liceo “Gatto”. La proposta si traduce nell’invito di Peeta, condiviso con tutte le entità coinvolte e la Provincia di Salerno, ente proprietario e gestore dell’immobile.

Gli alunni hanno avuto una graduale introduzione al progetto, partendo da un primo incontro con Mirko Pierri (curatore d’arte dell’associazione a.DNA): un approccio ai graffiti, alla street art e l’arte urbana contemporanea per tutti i circa 1000 studenti del Liceo.

In seguito, durante tutto il processo dell’opera ed i lavori in corso, Mirko Pierri con l’aiuto dei docenti ha poi invitato le classi ad osservare l’artista a lavoro per spiegare i numerosi passaggi necessari per la completa realizzazione dell’opera: dalla bozza alla non semplice riproduzione sul muro.

Il risultato è un’opera anamorfica che si estende su quattro diverse facciate dell’edificio, di circa 300 mq complessivi, visibile da un punto di osservazione preciso, scelto dall’artista proprio alla soglia interna del cancello di ingresso pedonale, dal quale si accede al piazzale principale del Liceo.

Un’opera nella quale il passante si ritrova immerso, per trarre una nuova identità visiva dal paesaggio familiare che adesso risulta stravolto, mantenendo però connotati riconoscibili e numerosi rimandi alla morfologia reale di ciò che circonda le forme dipinte, anzi integrandole come parte dell’opera stessa.

Un libro che si apre lasciando evadere colori e forme geometriche che costruiscono un legame con il luogo: il Liceo dove si apprende e si dona cultura, la città di Agropoli, ricca di elementi moderni in contrasto con le architetture storiche del centro e del Castello Angioino-Aragonese. Naturale e voluto un parallelismo tra i giochi prospettici creati da Peeta, autore dell’opera, e le nuove prospettive che si aprono nelle vite dei ragazzi che studiano in quel Liceo e che un giorno lo lasceranno per affrontare nuove esperienze altrove.

 

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