Sevilla Graff Video-Report

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È la seconda volta che visito Sevilla (Siviglia), la prima esperienza che ho avuto mettendo piede nella città andalusa è stata estasiante; i suoi profumi, i suoi suoni e le fantastiche persone che ti stringono la mano, stringendo nell’altra la loro ‘Cruzcampo’… Siviglia la giri, la osservi, ti ci perdi e la rigiri, ti affascina sempre di più – aspettavo la chance di rivederla. 
E stavolta, oltre a visitarla e scolarmi litri di birra, avevo una nuova idea-mission: fotografare graffiti (e street-art) della città del famosissimo barbiere per Ostile.

Non perdo tempo e parto. 
Al mio arrivo alla stazione ferroviaria di Santa Augusta mi guardo intorno, noto subito alcuni graffiti ma sono indeciso sulle sensazioni che evocano: mi fermo, osservo meglio; sì, mi affascinano, così inizio a scattare e continuo a farlo per un po’.
Poco dopo, dietro un angolo intravedo un ragazzo in compagnia del suo simpatico cagnolino. Mi guardano. A mia volta incuriosito, faccio per parlargli nel mio fantastico inglese (perché questa scelta non lo so!) e il ragazzo, rispondendomi, si accorge d’aver trovato un connazionale. Il suo era un timidissimo e breve momento di felicità.

Iniziamo a chiacchierare, ed è proprio questo sconosciuto col suo tenero cagnolino a indicarmi la strada alla scoperta delle altre murate che vi mostro, passo dopo passo.
Mi allontano dall’amico nomade con un bel ricordo impresso nella mente. Il mio cammino alla scoperta dei graffiti sivigliani prosegue.

Sevilla Graff

Continuo ancora un po’ a imbattermi nelle opere dei vari writer e street-artist che decorano Santa Augusta – soprattutto grossi blocchi dipinti a rullo e figurativi a pennello, non solo lettering a spray – e in breve, durante la ricerca per le strade sivigliane, trovo forse il pezzo più grande di tutta la città nella stazione dei bus di Plaza de Armas. Per la sua cura e maestosità incanta tutti, artisti, residenti e turisti, che ne rimangono ammaliati, io in primis; il soggetto è soprannominato ‘el Niño’, come chi l’ha dipinto, El Niño De Las Pinturas – aka Sex – insieme al grande Logan, e Bonim, Edu e Ome.

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Stili e tecniche si mischiano a tal punto da formare un enorme mosaico

Voglio in ogni caso chiudere il mio breve soggiorno sivigliano cercando gli ultimi graffiti, per cui costeggio le rive del Guadalquivir e mi trovo di fronte immense murate di pezzi nuovi e vecchi. Stili e tecniche si mischiano a tal punto da formare un enorme mosaico – di nuovo, ‘a metà fra graffiti-writing e muralismo’ – pensandoci, credo che questi muri racchiudano e rispecchino al 100% tanto la cultura e il folklore locali quanto lo stile predominante della street-art andalusa.

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Termina qui il mio racconto, con la speranza che rappresenti un piccolo assaggio di cosa ci riserva una città come Siviglia, sconosciuta a tanti artisti perché forse non vanta un nome importante tipo Berlino o Londra – sebbene non abbia neanche niente da invidiar loro, dati non solo i suoi graffiti e street-art, ma anche gli scorci che mixano architetture antiche e scenari moderni in modo unico.

Infatti “¡Quien no ha visto Sevilla, no ha visto maravilla!”

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