IABO 90’s HYSTORIA Pt.4

IABO 90’s HYSTORIA Pt.3

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Naples Graffiti Hystoria

Pt. 4

ETR 500

Iabo / Ultra 301 / Sear Napoli-Dortmund connection

 

E così, nel1998, mi arrivò la famosa cartolina… Lo Stato Italiano mi chiamava a sé per svolgere il servizio militare! Feci di tutto per evitarlo, optando in un primo momento per l’obiezione di coscienza. Poi però vinse mio padre, che voleva fortemente lo facessi sostenendo che solo così sarei diventato “un vero uomo”.

Riuscii a rimandare fino al 1999 perché nel frattempo mi ero trasferito in America, nel New Jersey. Poi però dovetti rientrare per forza di cose, altrimenti mi beccavo l’articolo “renitente alla leva”, e sinceramente non credevo fosse il caso! Così, nel gennaio del 1999, cu na santa pacienz, partii per il servizio militare alla volta di Orvieto, 100 mila lire in tasca e già la voglia di ritornare a casa!

Per uno strano scherzo del destino fui spedito a prestare servizio a Bologna, Genio Ferrovieri sezione armamento e ponti. Da non credere! Un “bomber” come me adesso scontava la sua pena facendo guardie nei depositi dei treni a convogli che partivano per il Kosovo! Assurdo!

Non avete idea di quante volte, durante le guardie notturne nei depositi, sgamavo writers in fuga, rincorsi dai colleghi della Polfer… Ero disperato, trovandomi per la prima volta dall’altro lato! Insomma, per un anno non toccai uno spray, fino a quando poi non ritornai a essere libero. Era il 2000, l’anno in cui entrai ufficialmente nella famosa KTM crew!

Rientrai a Napoli che era circa un anno che non dipingevo. Non ne potevo più. Mi organizzai subito per mettermi all’opera, mancavo da troppo dalla scena e dovevo recuperare.

In quel periodo faceva spesso tappa a Napoli Ultra 301. Stringemmo la nostra amicizia grazie al writing e la nostra comune appartenenza ai 13 Bastardi, quindi nel tempo ci trovammo parecchie volte a fare bombing insieme, e verso il 1998 iniziai a dipingere con lui seriamente. Con noi c’erano Kaf e Paradiso.

Ultra era ed è una leggenda vivente, un personaggio unico nel suo genere. Napoletano trapiantato in Germania, parlava solo in dialetto stretto o in tedesco. Vedevo già i suoi “wholetrain” nel 1995 dal mio balcone, perché abitavo a ridosso della ferrovia cumana. Ne ricordo uno in particolare “Ultra La Razza”, uanm e che te lo dico a fare! Chi c’era in quei tempi sa di cosa parlo, prima di lui in pochi a Napoli facevano cose del genere. Con lui ho imparato a dipingere “in grande” e a capire l’essenza del writing puro, quello fatto di lettering, top 2 bottom, wholetrain e end to end. Prima di lui dipingevo sempre al di sotto del finestrino, mentre a lui bastava alzare un braccio per arrivare in cima al treno senza alcuno sforzo grazie alla sua altezza!

Ultra, non abitando più a Napoli da molti anni, ci veniva esclusivamente in vacanza e solo a dipingere, vi lascio immaginare le nostre estati Con lui si dipingeva tutte le sere facendo sempre l’alba per via della sua megalomania nel dipingere tutto il treno!

Un Pomeriggio

Mi arriva una telefonata a casa da Ultra che mi dice che quella sera saremmo andati a dipingere e che c’era con lui un ospite d’eccezione un certo Sear, writer tedesco, fortissimo. Ma questa volta non saremmo andati alla solita yard. Qualcuno infatti aveva parlato a Ultra di una yard dove erano “parcheggiati” i famosi ETR 500, l’equivalente del freccia rossa per intenderci, nuovi di zecca ancora in fase di rodaggio! Io non ne avevo mai dipinto uno prima di allora, per me era un sogno fare quel treno che aveva la punta come un boeing 747, bianco e vetri neri, una berlina su rotaie!

Ore 23

Ultra mi venne a prendere sotto casa, con lui nella Fiat Panda c’era anche Sear (il tedesco), me lo presentò e scambiammo qualche parola in un mix di gesti, inglese napoletanizzato e tedesco.

 

la mia adrenalina era già in circolo e schizzava fuori da tutte le parti

Ultra mi racconta dell’ETR 500 e che avremmo fatto un end to end con sfondi collegati, la mia adrenalina era già in circolo e schizzava fuori da tutte le parti; ero con Ultra, Sear e stavo per dipingere il mio primo ETR 500! Cazzo!

Mentre facevamo il sopralluogo, ci accorgemmo che nella yard giravano altri writers intenti a dipingere quel famoso ETR. Li conoscevamo bene, tanto che Ultra ebbe addirittura uno scazzo con uno che gli aveva crossato un suo vecchio T2B! E questo lui non lo accettava, diceva sempre che l’Hip Hop si basava sul rispetto.

Ci incontrammo con questi writers fuori la yard. Loro, sorpresi nel vederci, capirono che eravamo lì per lo stesso motivo, ma chiaramente e senza discutere, lasciarono l’ETR a Ultra.

immersi nell’umidità di quella serata, tra odori misti di erbacce e grasso dei binari

Prendemmo gli spray dalla Panda e ci dirigemmo nel buio verso l’ETR, immersi nell’umidità di quella serata, tra odori misti di erbacce e grasso dei binari. L’ETR era lì che ci aspettava, parcheggiato su un binario morto al di là della recinzione del deposito della metro. E a 50 metri dal casotto delle guardie notturne.

La paura di essere beccati c’era sempre, ma quando si andava con Ultra ti sentivi al sicuro. Chi non lo era con lui? Scegliemmo i pannelli, ultimo giro di perlustrazione e iniziammo a dipingere!

Pittavo sulla fiancata della punta, Ultra giusto al centro del vagone e a seguire Sear. Unimmo gli sfondi con un blu e azzurro Magnacca, noti per la loro fortissima copertura, la nuvola che univa i nostri pezzi cromaticamente simili si chiudeva con le nostre tag. Finimmo i nostri pezzi e andammo via. La notte lasciò pian piano il posto all’alba, come spesso accadeva quando si andava a dipingere con Ultra. Finimmo a mangiare pizze e cornetti al bar del quartiere, in attesa della luce diurna per poter scattare delle foto decenti dei pezzi. Ultra non amava ritornare “sul luogo del delitto” per scattare le sue istantanee.

Non ho mai più rivisto Sear, dopo quella sera. La foto qui sotto, invece, la videro in tanti. Fu pubblicata sulla nota rivista Aelle magazine. Yo.

TO BE CONTINUED…

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  • Iabo
    Iabo

    Artista, designer e musicista

    Artista, designer e musicista, che attraversa i campi dell’arte, della comunicazione visiva e della musica rap. IABO nei primi anni Novanta esordisce come writer nelle storiche crew napoletane: nel 1996 si unisce ai 13 Bastardi, con i quali organizza le prime jam napoletane, Hip Hop day 1 & 2 (1996) e Fat Battle (2000). Dal 1997 viaggia tra New York e Los Angeles, esperienza che rafforza la sua cultura underground. Nel 2000 incontra la crew partenopea KTM (Ki ta’ Muort) e ne entra a far parte, decidendo di dedicarsi solo al writing e di congelare temporaneamente la sua passione per il rap. La sua attività di writer è molto intensa tra il 1994 al 2004 in Italia e in Europa assieme a Kaf, Paradiso, Zemi e Ultra 301 e i suoi “pezzi” vengono anche pubblicati su note riviste di settore (“Aelle”, “Backspin”, “Tribe”) e su volumi dedicati alla storia del writing. Dal 2003 inizia a sperimentare nell’ambiente urbano nuove forme di comunicazione visiva, utilizzando anche stencil, poster, video, installazione e performance.

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