IABO 90’s HYSTORIA Pt.2

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Naples Graffiti Hystoria

Pt. 2

Inverno 1995. Turko, uno dei miei primi “pezzi”. Quel muro costeggiava il parco divertimenti Edenlandia a Fuorigrotta, nei pressi di Menza, uno degli spot più famosi di quei tempi per gli skaters di Napoli e non solo. Per intenderci, Menza era come il muretto di Milano o il Love Park di Philadelphia, ed era frequentata da molti skaters, writers, mc’s e breakers, ma soprattutto da punk e metallari.

diventammo subito amici per via del writing e creammo una crew

Quel muro lo conoscevo già, ci passavo tutti i giorni per raggiungere Menza con il mio skate. Un giorno, passandoci per l’ennesima volta, ero con Lem, di cui molto probabilmente nessuno ha mai sentito parlare. Era un talentuoso writer del mio quartiere, e lo avevo conosciuto proprio a Menza. Diventammo subito amici per via del writing e creammo una crew: T.P.C. (acronimo di Tenimm ‘e Pulmun Culurat). Eravamo io, lui e Nero.

Il muro aveva bisogno di una mano di vernice bianca, per poterci dipingere sopra. Detto fatto, il giorno dopo recuperammo un bidone di pittura e lo imbiancammo. Vedendoci dipingere il muro di bianco in pieno giorno, qualcuno tra i passanti esclamò: “uagliù, ma che cazz stat facenn!?” E noi: “nient, stamm pulezann’ ‘a città!” E lui: ah… e brav!. Chissà la faccia di quel signore, nei giorni seguenti.

Il giorno dopo, appuntamento al tram che ci avrebbe portato a Piazza Mercato (ovviamente senza biglietto). Lì c’era un enorme negozio di ferramenta, che era il migliore fornitore di bombolette spray in circolazione, sto parlando del famosissimo Magnacca!

Sono convinto che tutti i writers che abbiano iniziato in quel periodo siano passati almeno una volta da Magnacca. Forse proprio in quel posto si iniziarono a creare inconsapevolmente le prime connessioni tra writers della Campania.

Magnacca aveva un’ampia cartella colori, gli spray avevano una buona copertura e il suo must era l’argento e nero. L’unico problema erano i tappi, che facevano pena! L’unico buono era il tappino rosso che usciva in dotazione con la bomboletta colore argento e oro e che somigliava a una sorta di skinny. Ad ogni modo, è su tappi come quello che ci siamo fatti le ossa.

Avevo voglia di comunicare qualcosa, e lo feci.

Ritornammo a Menza felici e carichi di spray, e organizzammo l’incursione notturna al muro. Euforico, tornai a casa e mi misi subito a disegnare. Solito foglio A4 recuperato chissà dove, penna dell’agenda di papà e buttai giù il mio bozzetto. Stavolta però non volevo solo scrivere il mio nome, come facevo sempre. Avevo voglia di comunicare qualcosa, e lo feci.

IABO 90's HYSTORIA Pt.2

All’epoca avevo 15 anni, ma frequentavo persone molto più grandi di me, appassionati fumatori e cultori dell’erba. Oltre che da Menza, molti di loro provenivano da posti diversi tipo Ragnatela, Officina 99 e Tienamment. Posti famosi per le numerose leggende metropolitane che circolavano su quei luoghi e i personaggi che li frequentavano. E visto che lì tutti fumavano “come turchi”, come recita il proverbio, mi venne l’idea di scrivere appunto “Turko” con la “K”, omaggiando ironicamente Menza e i suoi “turki”.

la mia adrenalina era alle stelle, stavo finalmente dipingendo quel muro, cazzo!

Appuntamento con Lem giù al mio palazzo, c’era anche Nero, erano circa le 23 di un giorno tipo martedì/mercoledì. Ci incamminammo verso il muro, che era vicino casa mia, arrivammo sul posto e senza perdere tempo iniziai a tracciare le linee del pezzo. Lem e Nero mi facevano da palo, la mia adrenalina era alle stelle, stavo finalmente dipingendo quel muro, cazzo! A un tratto, mentre dipingevo, Lem e Nero mi dissero di fermarmi subito. Lo feci, e d’istinto mi voltai. Ferma, al centro della strada, c’era un’auto.

Era una Fiat 126. L’abitacolo era completamente avvolto dall’oscurità, ma dal finestrino abbassato filtrava una inquietante lucetta rossa, puntata dritta verso di noi. Credevamo fossero sbirri in borghese o qualche curioso cacacazzi, finché dall’auto ferma nella notte non si levò una voce: “Tranquilli ragazzi, continuate pure: sono Polo!” E noi, increduli: “Polo?!?” Si, era proprio lui, Polo, che trovandosi a passare da li in quel preciso momento aveva deciso di filmarci con la sua telecamera. E così, felicissimo dell’accaduto, continuai a dipingere. Roba da non credere… Cioè, Polo ci stava riprendendo con la sua telecamera! Ricordo di aver pensato: “Che culo!”

Polo andò via finito il mio pezzo, Lem lo completò mettendoci subito sopra la sigla della nostra crew: TPC. Felicissimi, ci incamminammo verso casa. Non facevamo altro che parlare dell’accaduto, di come eravamo stati “figlie ‘e ‘ntrocchia” a fare quel pezzo, per giunta filmato da Polo.

IABO 90's HYSTORIA Pt.2

Il giorno dopo, con Lem, andai a fare le foto del pezzo fatto la sera prima. Comprammo un rullino Kodak per la nostra macchinetta fotografica e prendemmo la cumana per arrivare sul posto. Quando arrivò in stazione, il treno era tutto colorato: erano i pezzi che avevano fatto la sera prima Polo, Paradiso e Tony Joz. Rimanemmo di stucco. Accanto al pezzo di Polo, c’era scritto: “ded to TPC crew new school“. Era dedicato alla nostra crew!

Esultammo, troppo felici del fatto che Polo in persona avesse scelto di dedicarci un pezzo! Per noi significava tanto, e tutto.

Nei giorni seguenti mi guadagnai il rispetto di tutti i “Turki” di Menza. “Azz ‘o muccusiell ten ‘e pall!”, fece qualcuno.

Ero felicissimo.

TO BE CONTINUED…

Ti sei perso la prima puntata? IABO 90’s HYSTORIA Pt.1

 

 

 

 

 

  • Iabo
    Iabo

    Artista, designer e musicista

    Artista, designer e musicista, che attraversa i campi dell’arte, della comunicazione visiva e della musica rap. IABO nei primi anni Novanta esordisce come writer nelle storiche crew napoletane: nel 1996 si unisce ai 13 Bastardi, con i quali organizza le prime jam napoletane, Hip Hop day 1 & 2 (1996) e Fat Battle (2000). Dal 1997 viaggia tra New York e Los Angeles, esperienza che rafforza la sua cultura underground. Nel 2000 incontra la crew partenopea KTM (Ki ta’ Muort) e ne entra a far parte, decidendo di dedicarsi solo al writing e di congelare temporaneamente la sua passione per il rap. La sua attività di writer è molto intensa tra il 1994 al 2004 in Italia e in Europa assieme a Kaf, Paradiso, Zemi e Ultra 301 e i suoi “pezzi” vengono anche pubblicati su note riviste di settore (“Aelle”, “Backspin”, “Tribe”) e su volumi dedicati alla storia del writing. Dal 2003 inizia a sperimentare nell’ambiente urbano nuove forme di comunicazione visiva, utilizzando anche stencil, poster, video, installazione e performance.

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