IABO 90’s HYSTORIA

IABO 90’s HYSTORIA

IABO90’sHYSTORIA

Naples Graffiti Hystoria

Pt. 1

Era il 1996, un periodo per me di grande sperimentazione stilistica, studiavo il lettering,
cercavo sempre di più di semplificare il mito del wildstyle, che non preferivo molto, volevo la semplicità. Desideravo che il mio nome fosse ancora più comprensibile a tutti e che si leggesse nel minor tempo possibile, anche quando il treno era in viaggio.

Appena prima di andare a dipingere, preparavo il mio disegno su un foglio qualunque, partivo sempre dal trow-up e/o bubble style, per poi arrivare al “pezzo” definitivo.

ci conoscevamo da sempre, il writing ci unì

Un tardo pomeriggio, mi citofonò Paradiso (abitavamo nello stesso palazzo, praticamente ci conoscevamo da sempre, il writing ci unì) come al solito mi disse che quella sera saremmo andati a dipingere e che con noi c’era anche Fak (che sarebbe poi diventato Kaf), quindi solito posto e solito orario.

Io e Paradiso all’epoca non avevamo ancora la patente, Paradiso aveva un motorino, una cosa tipo Califfone che cambia colore di continuo tutto devastato di tag, e spesso ci spostavamo con questo mezzo per raggiungere la nostra yard che era molto lontana da dove abitavamo noi, oppure a volte, cercavamo amici auto muniti, ovviamente preferivamo andarci in macchina, anche se molto spesso, anche in pieno inverno, l’unico mezzo disponibile era il Califfone.

Vi giuro, era lontanissima la mitica yard e ogni volta era una trasferta, molti writers sanno di quale yard parlo. Kaf era già patentato e auto munito, aveva una Fiat 126 rossa (e chi se la dimentica!) e quella sera andammo insieme.

Ci incontrammo molto prima dell’orario stabilito per andare a dipingere, come al solito ognuno mostrava il proprio sketch del pezzo che avrebbe realizzato, ci scambiavamo i tappini, i colori e ci davamo consigli su come realizzare il “pezzo” al meglio.

IABO 90's HYSTORIA

Io non avevo mai i soft Newyorchesi, dipingevo sempre con tappi di merda, li perdevo sempre, o meglio quando li tenevo non ne avevo cura, non li pulivo dopo aver dipinto, quindi si otturavano, e poi era difficilissimo trovarne. A Napoli solo Polo li possedeva, infatti c’era questa leggenda che li portava lui direttamente da New York, il mio fornitore era Joz, bustine da 20 tappi costo 20 mila lire: 10 soft, 5 skinny e 5 fat originali Newyorchesi.

Comunque Kaf ne aveva sempre in più e con grande sforzo ne cedeva qualcuno, che doveva sempre ritornare nel suo borsellino rosso.

Ci mettemmo in macchina, dividemmo 10 mila lire di benzina e raggiungemmo la yard, solito giro di perlustrazione, guanti, quelli gialli da cucina di mammà, preparazione e agitazione spray, cappello di lana e entrammo nella yard, la notte era fredda, scelsi il mio pannello e iniziai a dipingere.

stelle nel cielo e polmoni colorati.

L’adrenalina era in corso, saliva sempre di più, l’odore misto delle vernici tra Magnacca, Sparvar, Multona e del grasso dei binari si fondeva in un’unica nube che si dileguava nell’aria, silenzio assoluto nel suono della traccia delle linee che componevano i pezzi,il freddo non lo sentivi più, le dita iniziavano a scaldarsi, al momento giusto per le outline e per completare l’opera, stelle nel cielo e polmoni colorati.

Come sempre taggammo in punti strategici del treno per riconoscerlo poi l’indomani quando saremmo andati a scattare le foto, l’adrenalina calò, ci togliemmo i guanti e andammo via.

Un’altra azione creativa completata, soddisfatti compiemmo il nostro rituale, che si concludeva sempre davanti al nostro cornetto di notte nel bar del quartiere.

IABO 90's HYSTORIA

TO BE CONTINUED..

 

  • Iabo
    Iabo

    Artista, designer e musicista

    Artista, designer e musicista, che attraversa i campi dell’arte, della comunicazione visiva e della musica rap. IABO nei primi anni Novanta esordisce come writer nelle storiche crew napoletane: nel 1996 si unisce ai 13 Bastardi, con i quali organizza le prime jam napoletane, Hip Hop day 1 & 2 (1996) e Fat Battle (2000). Dal 1997 viaggia tra New York e Los Angeles, esperienza che rafforza la sua cultura underground. Nel 2000 incontra la crew partenopea KTM (Ki ta’ Muort) e ne entra a far parte, decidendo di dedicarsi solo al writing e di congelare temporaneamente la sua passione per il rap. La sua attività di writer è molto intensa tra il 1994 al 2004 in Italia e in Europa assieme a Kaf, Paradiso, Zemi e Ultra 301 e i suoi “pezzi” vengono anche pubblicati su note riviste di settore (“Aelle”, “Backspin”, “Tribe”) e su volumi dedicati alla storia del writing. Dal 2003 inizia a sperimentare nell’ambiente urbano nuove forme di comunicazione visiva, utilizzando anche stencil, poster, video, installazione e performance.

    • Show Comments (0)

    Your email address will not be published. Required fields are marked *

    comment *

    • name *

    • email *

    • website *